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La Consulta boccia l'obbligo di conciliazione

26 ottobre 2012

26 ottobre 2012

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la conciliazione obbligatoria introdotta due anni fa. Quindi, i cittadini coinvolti in liti civili (in settori quali successioni, condominio, rc auto, locazioni e contratti bancari) potranno andare direttamente in giudizio senza fare un tentativo di conciliazione obbligatorio presso uno degli organismi accreditati del Ministero di Giustizia.

La sentenza della Corte Costituzionale va nella direzione da noi sempre caldeggiata, quella della conciliazione volontaria e non obbligatoria. Siamo sempre stati favorevoli (e continuiamo a esserlo) a risoluzioni alternative al Giudice in fatto di controversie, tuttavia non riteniamo che lo strumento più efficace per facilitare un’ampia partecipazione a questi sistemi sia quello di renderli obbligatori per legge.
Il successo degli ADR (Alternative Dispute Resolution) risiede nel loro buon funzionamento che potrebbe essere messo in crisi in partenza se l’accesso, anche da parte delle imprese, è obbligato e non volontario. Il rischio così è di trasformare tutto in una perdita di tempo o in un vuoto e formale passaggio burocratico. Un passaggio obbligatorio che, per il cittadino già oggetto di un danno, poteva trasformarsi in beffa, poiché si vedeva costretto a dover sborsare subito le 40 euro della conciliazione. In questo modo, in netta contraddizione rispetto a quanto indicato nella Raccomandazione 98/257/CE, si precludeva anche il libero accesso alla giustizia garantito dalla nostra Costituzione. Con la sentenza della Consulta sarà il cittadino a decidere se tentare o meno la strada della conciliazione prima di rivolgersi al giudice.


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