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La liberalizzazione del mercato postale

15 aprile 2011

15 aprile 2011

Andrea Grillo - Poste Italiane

Dal 1° gennaio 2011 è in vigore la direttiva europea per la liberalizzazione dei servizi postali. Già dal 1997 il legislatore europeo ha cominciato a delineare un graduale percorso di completa apertura del mercato, a beneficio della concorrenza e della tutela dei consumatori. Oltre all'effi cienza di mercato, sarà necessario continuare a garantire un servizio universale sostenibile e porsi il problema del suo funzionamento.

Con la direttiva postale 2008/6/Ce, la liberalizzazione del mercato postale entra nella sua ultima fase, grazie all'eliminazione completa dell'area riservata a partire dal 1° gennaio 2011 nella maggior parte degli stati membri.

Alcuni paesi europei hanno scelto di aprire completamente il mercato alla concorrenza prima della scadenza del 1 gennaio 2011, quali ad esempio la Svezia, la Finlandia, il Regno Unito, la Germania e i Paesi Bassi. Per tutti gli altri Paesi, fra cui Francia, Italia e Spagna, la data del 1 gennaio 2011 rappresenta il momento della piena apertura del mercato alla concorrenza.

La completa liberalizzazione del mercato comporta in linea generale una spinta concorrenziale con effetto ultimo sui consumatori, in termini di riduzione dei prezzi, e sulle imprese, in termini di ricerca di maggior efficienza per competere sul mercato. Tuttavia, anche in un contesto liberalizzato è necessario garantire un servizio postale di base a tutti gli utenti su tutto il territorio nazionale a prezzi accessibili. Per questa ragione, gli Stati membri continueranno a designare almeno un fornitore del servizio universale nel proprio territorio, a tutela delle esigenze dei cittadini.

La concorrenza è incentivata a entrare solo in quelle aree - come le aree urbane o densamente popolate - in cui l'offerta del servizio postale genera profitti. Quindi, al fine di mantenere un servizio universale di qualità in tutto il territorio anche nelle aree non remunerative, si rende necessario individuare le giuste opzioni di finanziamento del servizio.

Con la piena liberalizzazione, viene meno l'area riservata e pertanto è ancora più sentita la necessità di individuare quelle soluzioni di finanziamento del servizio universale che consentano di mantenere inalterata la qualità del servizio universale reso ai cittadini, e di sostenere l'equilibrio equilibrio economico e finanziario del fornitore designato.

Con il processo delineato dalle tre direttive postali, il legislatore europeo, a partire dal 1997, ha inteso stabilire un percorso graduale di completa apertura del mercato, che abbia come approdo finale la piena concorrenza accompagnata da garanzie di sostenibilità del servizio universale e da un suo adeguato finanziamento.

Il servizio è fornito secondo modalità atte a garantire il rispetto degli obiettivi di qualità, stabiliti con decreto ministeriale.

Altra caratteristica del servizio universale è la regolamentazione dei prezzi. L'Autorità di regolamentazione e vigilanza del mercato postale approva ex ante i prezzi dei prodotti rientanti nel servizio universale. I prezzi di tali servizi sono regolamentati secondo i criteri di ragionevolezza, accessibilità all'insieme degli utenti, correlati ai costi, trasparenti e non discriminatori. Tali criteri concretizzano il principio di univeralità, che è un elemento fondante per la coesione dello spazio economico e sociale europeo.

Il finanziamento del servizio universale è assicurato in prima battuta dai ricavi generali dell'area riservata a Poste Italiane in qualità di fornitore del servizio universale. In Italia tuttavia la fornitura del servizio universale genera un onere di dimensioni significative, a causa delle complesse condizioni geografiche, del tasso di densità di popolazione non uniforme e del basso livello di invii pro capite del nostro Paese rispetto ad altri Paesi europei. Ciò genera annualmente un significativo livello di costo netto del servizio universale, che risulta dalla separazione contabile che il fornitore del servizio universale è tenuto a presentare al regolatore.

La copertura di tale costo netto è stata fino a oggi garantita parzialmente dai trasferimenti dello Stato, il cui ammontare annuo è fissato nei contratti di programma triennali. Il fondo di compensazione, a cui contribuiscono gli altri operatori, in particolare i titolari di licenza individuale per la fornitura di servizi rientranti nell'ambito del servizio universale, non ha per il momento assicurato un gettito significativo.

Inoltre, a partire dal 2007, con l'avvento della crisi finanziaria internazionale, i volumi postali complessivi del mercato italiano si sono ridotti progressivamente e in maniera significativa. Ciò è rafforzato dal processo di sostituzione degli invii postali cartacei a opera degli strumenti digitali di comunicazione.

La completa completa liberalizzazione a partire dal 1 gennaio 2011 dovrebbe portare benefici per la concorrenza e per i consumatori.

A partire da tale data anche l'Italia ha un mercato postale completamente aperto alla concorrenza, in quanto i competitor di Poste Italiane hanno la possibilità di entrare nel mercato degli invii al di sotto dei 50 grammi di peso e 1,50€ di prezzo, prima riservati al fornitore del servizio universale. Anche per il mercato postale la liberalizzazionedovrebbe portare benefici sia in termini di efficienza di mercato che di riduzione dei prezzi al cliente finale. Sarà tuttavia fondamentale continuare a garantire un servizio universale sostenibile e debitamente finanziato, al fine di assicurare ai cittadini gli stessi standard di qualità odierni di servizio universale.

In particolare, il quadro normativo europeo di riferimento delineato dalla nuova direttiva postale pone le basi per uguali condizioni competitive fra operatori, principalmente in termini di obblighi per l'ottenimento dei titioli autorizzatori e di contributo al finanziamento del servizio universale. Corollario importante di questo assunto è l'esigenza di imporre a tutti gli operatori postali il rispetto delle condizioni di lavoro stabilite dalla legislazione nazionale e dalla cotrattazione collettiva di riferimento di settore.

Ulteriore necessità è la ricerca di adeguate soluzioni di finanziamento del servizio universale, con il venir meno dell'area riservata. In questo senso appare come una soluzione di buon senso l'applicazione di un giusto mix di opzioni di finanziamento che derivi dai trasferimenti pubblici.


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