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La recensione

01 novembre 2010

01 novembre 2010

A cura di Viviana Di Giovinazzo

Recensione di "Spiriti animali. Come la natura umana può salvare l'economia" di George Akerlof e Robert J. Shiller

Spiriti Animali. Come la natura umana può salvare l'economia
George Akerlof e Robert J. Shiller, Rizzoli, 2009

Il concetto di "animal spirit" viene introdotto da John Maynard Keynes nel Capitolo 12 de The General Theory of Employment, Interest, and Money (1973) [1936], "The State Long-Term Expectation" per mettere in discussione la relazione tra i prezzi dei titoli e le relative aspettative. Secondo Keynes, i prezzi dei titoli non rispecchiano le relative aspettative in quanto molte scelte economiche vengono effettuate sulla base di motivazioni non economiche e non economicamente razionali ("habit, instinct, preference, desire, will"; XXIX, p. 294), ovvero sulla base dello spirito animale.

Nel significato originariamente attribuito da Keynes, "animal spirit" definisce il comportamento istintivo proprio del cacciatore di profitti, astuto, scaltro e spietato. Esso rappresenta l'intuito, il fiuto, l'istinto che guida e contraddistingue un profilo particolare nell'orizzonte economico. È l'imprenditore di successo, colto nell'atto di scovare, inseguire e sfruttare l'affare. È irrazionale perché, in assenza di quelle condizioni necessarie per operare la scelta razionale, questi sceglie seguendo uno schema che non è riconducibile al modello della scelta razionale. Nel significato attributo dal premio Nobel per l'economia George Akerlof e dal professore emerito Robert Shiller, lo spirito animale sembra invece definire il comportamento istintivo proprio del risparmiatore disorientato e inerme che, spintosi troppo oltre nei territori inesplorati della finanza virtuale, diviene facile preda dei raggiri dei cacciatori di profitti. È irrazionale perché non effettua le sue scelte seguendo uno schema preciso. Egli agisce d'istinto, per eccesso di confidenza o per rancore, per eccesso di euforia o per paura.

Il significato che Akerlof e Shiller attribuiscono allo spirito animale è pertanto rovesciato: non rappresenta più il profilo caratteriale dell'uomo d'affari, ma diviene il tratto tipico di ciascun essere vivente (lat. spiritus animalis). Se così è, perché additarlo quale responsabile ultimo della crisi economica generata dai mutui subprime? Gli autori chiariscono (p. xi) che l'accattivante richiamo degli Animal Spirits serve in realtà lo scopo di attirare attenzione del pensiero economico sull'economia comportamentale (behavioural economics).

L'economia comportamentale ha mostrato in diverse occasioni che, raramente, gli individui si comportano rispettando i canoni prescritti dalla teoria economica. La razionalità umana è limitata e la lucidità dei processi di calcolo viene spesso offuscata dalla presenza di effetti distorsivi della realtà quali l'illusione monetaria (Capitolo 4). La teoria del prospetto elaborata dagli psicologi cognitivi Daniel Kahneman e Amos Tversky (1979), per esempio, ha mostrato che vincere $50 in due occasioni diverse sortisce un effetto sull'utilità esperita (experienced utility) maggiore rispetto ad un'unica vincita di $100; mentre per compensare il dispiacere di perdere $50 è necessario vincerne almeno 100.

Ulteriori elementi che "inquinano" la lucidità del calcolo economico sono equità, scorrettezza e corruzione (Capitoli 2 e 3). In questo caso, Akerlof e Shiller ricordano che il contesto economico e la possibilità di un guadagno sono ancillari all'avversione per l'iniquità (inequality aversion). Gli esperimenti di Ernst Fehr e Simon Gätcher (2000) hanno illustrato come le persone siano disposte a sostenere delle perdite pur di punire chi si è comportato egoisticamente. Le scansioni cerebrali PET effettuate in laboratorio dai ricercatori (De Quervain et al. 2005) hanno provato che le punizioni, benché economicamente disutili per chi punisce (in termini di tempo, energie e denaro spesi), sembrano procurare una grande soddisfazione.

"Fiducia" (Capitolo 1) e "narrazioni" (Capitolo 5) sono aspetti dello spirito animale presenti in ogni crisi. Gli autori sono persuasi che i prezzi e le relative fluttuazioni siano una questione di "narrazioni" (le persone credono a quello che amici e media dicono loro) e fiducia che tali narrazioni siano vere. La bolla speculativa scoppiata nel 2000 in seguito all'immissione nel mercato azionario dei titoli della New Economy ne costituisce un valido esempio.

Una storia particolarmente rappresentativa di come le narrazioni possano guidare le sorti dell'economia è quella raccontata da López Portillo nella lotta per la leadership messicana. Nel 1975, Portillo aveva incoraggiato illusioni; in particolare, aveva sovrastimato la ricchezza petrolifera del Paese. Questi, tuttavia, aveva cominciato egualmente a comportarsi come un uomo a capo di uno Stato ricco. Credendo nel sogno di Portillo, la popolazione aveva incominciato a ostentare un tenore di vita che andava ben al di là delle proprie possibilità economiche. La fiducia promossa da Portillo condusse a un periodo di grande prosperità economica per il Messico: durante la sua presidenza, il PIL reale del Paese aumentò del 55%. Già verso la fine del suo mandato (1982), però, la crescita aveva incominciato ad arrestarsi: l'inflazione era salita al 100%, la disoccupazione in crescita, corruzione e furti erano all'ordine del giorno. Dopo tutto, il Messico possiede solo l'1% del totale mondiale delle riserve petrolifere.

Boom e depressioni economiche sono congiunture fisiologiche all'economia; il ruolo dello Stato consiste nell'attutire tali fluttuazioni. L'esperienza della Grande Depressione ha dimostrato che l'intervento pubblico può salvare le sorti di un sistema economico in stato di profonda crisi. Gli autori rimangono persuasi che se i governi riusciranno ad imporre con mano salda un Keynesianesimo rivisitato in chiave comportamentale riusciranno a domare gli spiriti animali. Ma quando il tracollo finanziario è causato non tanto dall'imperizia (di banche e agenzie di vigilanza), quanto dal dolo (di istituzioni bancarie e finanziarie e delle agenzie di rating) che hanno intenzionalmente frodato finanziatori e risparmiatori, la fiducia delle persone nel sistema economico viene lesa così gravemente che il supporto pubblico, benché utile, risulta pressoché vano. La ricetta keynesiana può curare i bilanci, ma non il rancore e lo sdegno delle persone.

Razionalità vuole che la gente dimentichi il torto subito. Quantunque razionali possano essere le persone, la loro irrinunciabile componente istintiva induce a ritenere che, più verosimilmente, nelle prossime scelte economiche esse si faranno guidare dal risentimento per il danno accusato, piuttosto che dalle prospettive di profitti incerti.


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