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Le associazioni di consumatori viste dagli opinion leader

01 novembre 2009

01 novembre 2009

Renato Mannheimer - ISPO Istituto per gli studi sulla pubblica opinione
Paola Tuè - ISPO Istituto per gli studi sulla pubblica opinione


Sempre più spesso, ormai anche qui in Italia, si sente parlare di consumatori, diritti di consumatori, battaglie per la difesa dei diritti dei consumatori.
Rispetto ad altri Paesi, anglosassoni e nord europei in primis, l'Italia ha sempre registrato, su queste tematiche, un notevole ritardo. Anche per questo è nata la necessità per Altroconsumo di provare a indagare, con maggiore attenzione le caratteristiche e le attese del contesto attuale del consumerismo italiano.

Sempre più spesso, ormai anche qui in Italia, si sente parlare di consumatori, diritti di consumatori, battaglie per la difesa dei diritti dei consumatori.Anche se da un arco di tempo relativamente più limitato che altrove.

È noto infatti come, rispetto ad altri Paesi, anglosassoni e nord europei in primis, l'Italia abbia sempre registrato, su queste tematiche, un notevole ritardo. Si tratta insomma di un fenomeno abbastanza nuovo e in parte inesplorato.

Anche per questo è nata la necessità per Altroconsumo di provare a indagare, con maggiore attenzione, e tramite metodologie rigorose e scientifiche, le caratteristiche e le attese del contesto attuale del consumerismo italiano.

La domanda iniziale è stata: in che contesto, culturale innanzitutto, si trovano a muoversi le associazioni consumeristiche italiane? Con quali nodi da sciogliere? E con quali prospettive?

Ispo ha realizzato un importante studio qualitativo ad hoc, intervistando ben 42 opinion leader , testimoni privilegiati di elevatissimo standing, tra i maggiori rappresentanti delle istituzioni (nazionali, di governo, periferiche ed europee), del mondo dei media (comprese le agenzie di stampa), delle authorities indipendenti, e del mondo imprenditoriale (e delle associazioni di categoria).

Dunque, uno spaccato particolarmente qualificato, esperto ed eterogeneo attraverso il quale fare emergere le percezioni, le opinioni, le criticità e le attese nei confronti del mondo del consumerismo italiano attuale.

I dati emersi dallo studio sono numerosi e toccano molti aspetti del fenomeno, sollecitando diversi interrogativi. In queste righe forniamo una breve e sintetica descrizione delle evidenze di maggior rilievo. L'obiettivo è quello di dare una visione completa, per quanto talvolta cruda, del contesto culturale e politico che attualmente fa da sfondo al consumerismo italiano: passaggio che ci sembra necessario al fine di individuare i nodi maggiormente critici e dunque provare a superarli.

Le criticità più importanti che ha evidenziato lo studio sono:

  • contesto culturale immaturo
  • eccessiva frammentazione del sistema
  • conflittualità e litigiosità tra le associazioni
  • eccessivo personalismo delle associazioni
  • autoreferenzialità
  • mancanza di specializzazione tra le associazioni

In generale si è riscontrata una diffusa diffidenza e negatività nei confronti delle associazioni di consumatori.

Nonostante ciò molti degli intervistati dichiarano di aver sempre incontrato le diverse associazioni di consumatori e di aver discusso con loro con la massima trasparenza sebbene non sempre si arrivi ad un accordo tra le parti.

Segnali di cambiamento e di movimento, però, ci sono e si possono riconoscere facilmente da più parti, come ad esempio la proposta della Banca d'Italia di allargare l'organo di vigilanza e controllo sul credito e sulla finanza anche alle associazioni di consumatori.


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