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Poste italiane DimmiQuando tu funzionerai

18 novembre 2010

18 novembre 2010

Le Poste promuovono un nuovo servizio che dovrebbe consentire di scegliere il giorno della settimana in cui ricevere la corrispondenza. Peccato che i suoi impiegati non sappiano che esiste questa possibilità.

Scegli il giorno in cui arriva la raccomandata
Comodo poter ricevere raccomandate e pacchi quando si è a casa. Vuoi mettere liberarsi della seccatura di andarli a ritirare all’ufficio postale perché la consegna è stata fatta quando eravamo al lavoro? DimmiQuando, il nuovo servizio della Poste promette esattamente questo. Chi aderisce al servizio può scegliere il giorno della settimana, dal lunedì al sabato, in cui desidera ricevere la corrispondenza. L’idea è buona e stupisce che non sia arrivata prima. Promosse le buone intenzioni, abbiamo però voluto mettere alla prova il servizio. Anticipiamo subito che l’esito è stato deludente. Le informazioni online non sono sempre attendibili. Gli addetti agli sportelli hanno mostrato una conoscenza nulla, limitata e scorretta di DimmiQuando.

Per potere sottoscrivere il servizio bisogna conoscerlo nei minimi dettagli in modo da poterlo spiegare ai dipendenti delle Poste. Ignorano anche l’esistenza di una promozione, che prevede sei mesi di Dimmiquando a 1,50 euro (normalmente costa 8,40 euro (per tre mesi), 12 euro (per sei mesi), 15,60 (per un anno). E anche dopo aver sottoscritto il servizio, DimmiQuando non sempre funziona.

A Milano, si ignorano servizio e promozione
Il primo passo è stato quello di visitare il sito di Poste italiane alla ricerca dei uffici abilitati al servizio sia a Milano sia a Roma: ce ne sono solo quattro per ciascuna città. Nel capoluogo lombardo scegliamo a caso quello di via Valtellina. Contattiamo il numero verde per sapere gli orari di apertura, ma l’operatore ci dice che in via Valtellina non esiste alcun ufficio e che probabilmente «l’ufficio di via Raffaello Sanzio è abilitato al servizio Dimmiquando». Via Raffaello Sanzio non compare nell’elenco degli uffici abilitata, noi fiduciosi proviamo a chiamare lo stesso: ci viene detto però che l’attivazione del servizio non è prevista.

Proviamo con l’ufficio postale di via Sassetti. Qui ci dicono che il servizio esiste. Peccato che, quando andiamo allo sportello, l’addetta non sembra saperne molto, e comincia a sfogliare un volantino per capire di cosa si tratta. Ci chiede poi se preferiamo la soluzione da 8 o 12 euro, non le risulta la promozione a 1 euro e 50 centesimi; perché fosse applicata abbiamo dovuto insistere, chiedendole di controllare sul sito internet e indicandole anche la parte della schermata relativa alla promozione. Risposta: «Ah sì, ma lo sa che ha ragione? Assurdo…sapete prima le cose voi di noi!». A questo punto sono stati sufficienti codice fiscale, carta di identità e qualche firma.

A Roma, confuso con un altro servizio
Guardando l’elenco degli uffici abilitati nella capitale, l’occhio cade su via Mormorata, che raggiungiamo, andando dritto verso lo sportello “invio raccomandate”. L’impiegata è al corrente del servizio e conferma la possibilità di attivarlo, ma insiste sul fatto che si tratta di un’opzione legata a “Seguimi”. “Seguimi” è in realtà è un altro servizio che consente di ricevere la posta a un indirizzo diverso da quello indicato dal mittente. L’adesione ai due servizi può essere contemporanea, ma nessuno dei due è necessario per attivare l’altro. L’impiegata a questo punto si assenta, va a chiedere informazioni e ci indirizza allo sportello “ritiro raccomandate”, quasi scusandosi: «Non è possibile per noi conoscere tutte le novità». Ci chiamano quindi in un ufficio interno, non accessibile al pubblico, dove finalmente riusciamo ad attivare il servizio.

La posta arriva nel giorno giusto? Non sempre
Ma, al di là delle difficoltà di attivazione, DimmiQuando funziona davvero? Per scoprirlo abbiamo spedito (tra il 12 e il 21 ottobre), ai destinatari che avevano sottoscritto il servizio, otto raccomandate (quattro a Roma e altrettante a Milano).
A Milano nessun problema, sono arrivate tutte e quattro di giovedì (giorno prescelto).
A Roma, una raccomandata è arrivata il giorno sbagliato, il lunedì al posto del giovedì. Insomma, anche il funzionamento lascia a desiderare.


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