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Problemi con le pay tv

01 luglio 2010

01 luglio 2010

Circa il 25% dei telespettatori italiani è abbonato a un canale televisivo a pagamento. Molti contratti sono stipulati a distanza ed è tutt'altro che raro scoprire al momento della prima fattura che servizi e costi non sono quelli che erano stati richiesti o promessi al telefono.

Controversie con le tv a pagamento
Spesso l'unico modo per affermare i propri diritti nei rapporti con gli operatori delle pay tv è fare riferimento a un organo terzo. Il contenzioso prevede diverse fasi. Il primo tentativo si chiama conciliazione e va fatto in via extragiudiziale (cioè fuori dalle aule di un tribunale), davanti al Comitato regionale per le telecomunicazioni (Corecom) o agli altri organi abilitati, con l'obiettivo di cercare un accordo fra le parti.
Nel caso in cui ciò non sia possibile ci sono due strade alternative: andare davanti al giudice civile e ottenere in questo modo anche il risarcimento del danno; oppure nei sei mesi successivi al primo tentativo al Corecom, tentare nuovamente attraverso il medesimo organo ed eventualmente attraverso l'Autorità garante per le telecomunicazioni.

Pay tv: come fare la conciliazione
In caso di controversia o di reclami con le tv a pagamento, comunicate sempre per iscritto, in modo da avere una prova delle informazioni scambiate.
La lista degli organi di conciliazione è sul sito dell'Autorità garante per le comunicazioni (www.agcom.it): sulla fascia destra dell'home page cliccate su "Contenzioso tra utenti e operatori" e poi su "A chi presentare l'istanza di conciliazione".
La pratica per la conciliazione va compilata tramite formulario UG: cliccate su "Contenzioso tra utenti e operatori" e poi su "Cosa indicare nella domanda di conciliazione".
È possibile anche chiedere informazioni o segnalare disservizi all'Agcom, contattando il numero verde 800 18.50.60 (da fisso) o 081/750.750 (da mobile) da lunedì a venerdì dalle 10 alle 14.


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