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Professione giocatore

02 novembre 2009

02 novembre 2009

Intervista - Luca Pagano
"Nel poker ci vuole costanza, sangue freddo e anche carattere. Ma non bisogna illudersi che sia facile vincere, guadagnare molto e diventare famosi: io ci ho messo 10 anni per arrivare dove sono ora"

Intervista - Luca Pagano
"Nel poker ci vuole costanza, sangue freddo e anche carattere. Ma non bisogna illudersi che sia facile vincere, guadagnare molto e diventare famosi: io ci ho messo 10 anni per arrivare dove sono ora"

Luca Pagano, lei è un giocatore di poker professionista, nonché commentatore di Texas Hold'em in tv. Come si trasforma un gioco in mestiere?
Decidendolo. Io ho iniziato per caso alcuni anni fa. Mi sono reso conto che con il poker si poteva avere un approccio sistematico, scientifico. All'epoca avevo una piccola attività imprenditoriale, ma il rischio di investimento era maggiore rispetto al tavolo da gioco. Insomma, il mio non è stato un approccio romantico. Anche ora sono molto disciplinato: prima di sedermi a giocare, cerco una partita relativamente facile. Non gioco per il piacere di giocare, anche se indubbiamente mi diverto, ma per vincere, come dovrebbe fare un vero professionista.

Quindi tutti possono diventare dei giocatori?
Assolutamente sì. Io sono un giocatore costruito, ho studiato, ho letto molto. Per arrivare dove sono ci ho messo 10 anni. Chi gioca per passione, magari non cerca il perfezionamento.

Chi inizia, a cosa deve fare attenzione?
L'importante è non bruciarsi, darsi tutto il tempo necessario per imparare regole e metodi. Le poker room online offrono la possibilità di giocare gratis: va sfruttata. Poi, con calma, si inzia a giocare: ci sono tornei in cui l'iscrizione è di 50 centesimi e si possono vincere 20-30 euro. Non bisogna perdere di vista il vero obiettivo: alzarsi dal tavolo vincenti, non importa di quanto, senza illudersi che sia facile portare a casa montepremi importanti.

Con l'avvento del Texas Hold'em come è cambiato il mondo dei giochi in Italia?
Ormai il poker, in tutto il mondo, è il Texas Hold'em. È l'unico modo di attrarre nuova gente nella sale da gioco perché è facile e a differenza di altri giochi può capitare che il principiante batta il campione. Poi la televisione ha fatto il resto: è un gioco molto spettacolare che sembra fatto apposta per la tv. Se vinci lì diventi un personaggio, una star.

Pericolo di false illusioni?
No, se si educano soprattutto i giovani: è vero che si possono far soldi, ma il poker deve essere prima di tutto un modo per divertirsi.


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