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Reti amiche burocrazia ancora troppo lontana

01 febbraio 2010

01 febbraio 2010

Viaggio nelle Reti amiche, i nuovi servizi offerti dalla pubblica amministrazione per sbrigare le pratiche in Posta e in tabaccheria. Che non rendono la vita più facile.

La riforma Brunetta: le Reti amiche
Il ministero della Pubblica amministrazione ha introdotto nuovi servizi, le cosiddette Reti amiche, che dovrebbero rendere più facile la vita dei cittadini.Tra i nuovi servizi offerti c'è la possibilità di richiedere un passaporto in un ufficio postale (solo in quelli dotati di Sportello amico) o pagare i contributi della colf in tabaccheria. In teoria dovrebbe essere più comodo e più rapido dell'iter tradizionale. Ma gli sportelli abilitati sono davvero diffusi in modo capillare? No, a giudicare dalle risposte che abbiamo ricevuto nel corso della nostra inchiesta realizzata in 80 uffici postali e in 80 tabaccai in 8 città. Soprattutto i tabaccai sembrano impreparati a garantire il nuovo servizio.

Il passaporto? Meglio in Commissariato
Reti amiche è un servizio poco diffuso, soprattutto in tabaccheria. Qui un tabaccaio su due ci ha negato la possibilità di pagare i contributi per la colf.
Sportello amico è anche poco efficace in Posta: ottenere un passaporto costa di più e l'attesa allo sportello è maggiore. L'unico vantaggio è la consegna a domicilio, ma a caro prezzo. Se si vuole risparmiare o se si ha urgenza conviene sempre rivolgersi in Commissariato o in Questura. I giorni per ottenere il passaporto, invece, sono molto variabili in entrambi i casi, chiedendo però la procedura d'urgenza in Questura o al Commissariato di sicuro si risparmia tempo rispetto a Sportello amico.