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Risto 3 e quello sconto sul pasto diverso da quanto promesso

La società di mense e self service Risto 3 pubblicizza uno sconto del 10% sulle consumazioni effettuate senza dire che non si applica sui pagamenti con i buoni pasto. Una pratica commerciale scorretta che abbiamo segnalato all’Antitrust.

10 ottobre 2018
ristorante

La società Risto 3 è una una catena di self service e di mense che si trova in genere nei centri commerciali ed è molto diffusa in Trentino Alto Adige dove conta circa 250 punti di ristoro. La maggioranza dei suoi clienti sono dipendenti che vi si recano durante la loro pausa pranzo.

Nel mese di settembre abbiamo ricevuto alcune segnalazioni da parte dei nostri soci del Trentino Alto Adige che hanno lamentato una pratica scorretta relativa alla promozione di una Fidelity card venduta come “vantaggiosa, semplice e gratuita” che prometteva uno sconto del 10% su "ogni consumazione" e valida in tutti i ristoranti self dello stesso brand.

Pubblicità ingannevole perché

A nostro avviso la pubblicità è  scorretta perché induce il cliente a fare una scelta, cioè sottoscrivere la fidelity card, che non avrebbe fatto se avesse avuto le informazioni corrette. In realtà,  lo sconto del 10% non è su ogni consumazione (che un consumatore medio intende normalmente come il pasto completo) ma solo sulla parte della consumazione non pagata con i buoni pasto.
Questo, però, il cliente lo scopre solo dopo aver sottoscritto la fidelity, averla ricaricata per almeno 30 euro e usata per pagare il pranzo. A un nostro socio, ad esempio, è successo che con una consumazione complessiva di 6,60 euro, pagati per 6 euro con un buono pasto e per 0,60 euro in contanti, lo sconto riconosciuto non è stato di 0,66 euro sul prezzo complessivo, ma solo di 0,06 euro sulla parte del pranzo pagata in contanti.

Cosa risponde Risto 3

La società Risto3 contattata dal consumatore ha risposto:

“Lo sconto della Fidelity Card è applicato sulle cifre oltre l’importo dei buoni pasto. Se il suo buono è di 6 € lo sconto è applicato su € 0,60 che avrebbe dovuto integrare in contanti. Di norma è la cassiera che specifica le modalità di scontistica al cliente che fa richiesta di Fidelity Card. Siamo spiacenti che non Le sia stato spiegato in maniera più chiara. Facciamo tesoro della sua osservazione e cercheremo la modalità più efficace per evidenziare tale modalità”.

In pratica la colpa sarebbe della cassiera cui è affidato il compito di completare la pubblicità specificando che lo sconto è solo sulla parte pagata non in buoni pasto. Ci sembra una giustificazione non accettabile. Basterebbe spiegare meglio tutto nel depliant illustrativo e sul sito internet.

Per tutte queste ragioni crediamo che Risto 3 abbia compiuto una pratica scorretta che sta continuando a compiere e che interessa una buona percentuale dei suoi clienti. Chiediamo ad Antitrust di intervenire per farla terminare al più presto.