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Smog in città, servono nuove misure

04 ottobre 2013

04 ottobre 2013

Portando i bimbi a scuola o andando in ufficio. In auto, in bici o sui mezzi pubblici. Purtroppo polveri sottili e benzene ci fanno sempre troppa compagnia. Il nostro appello alla Commissione europea per tutelare la salute dei cittadini.

Quanto davvero adulti e bambini sono esposti all’aria inquinata muovendosi in città? E i limiti agli inquinanti, imposti dalla legge, sono rispettati? Per scoprirlo, abbiamo monitorato la qualità dell’aria respirata lungo i tragitti che giornalmente un genitore effettua accompagnando il figlio a scuola e poi da lì sino al luogo di lavoro. Gli inquinanti considerati sono le polveri sottili (PM₁₀), quelle ultrafini (PM₂₅) e il benzene. Il monitoraggio è stato fatto a Roma e a Milano nella prima metà di marzo 2013, quando gli impianti di riscaldamento degli edifici erano ancora accesi, in modo da avere condizioni di inquinamento critiche (di solito nel periodo invernale).

A Roma e a Milano si respira male

Va male a Milano, ma anche a Roma non si respira aria buona. Polveri sottili e benzene sono presenti praticamente ovunque a dosi elevate: quando accompagniamo da casa a scuola i figli (che quindi respirano insieme a noi l’indesiderato smog), quando dopo averli lasciati ci incamminiamo verso l’ufficio. E, qualunque sia il mezzo con cui decidiamo di muoverci (in bicicletta, in automobile o con i mezzi pubblici) il malsano aerosol, composto principalmente di polveri sottili, ci raggiunge comunque, con picchi in alcuni momenti molto elevati. L’esposizione alle micropolveri risulta più elevata per chi sceglie di effettuare il tragitto con i mezzi pubblici. In parte la colpa è della maggior durata del viaggio, ma dipende anche dalle situazioni di affollamento e dalla permanenza in luoghi chiusi. È verosimile, però, che questo aerosol di polveri non abbia la stessa composizione né la stessa pericolosità di quello misurato all'esterno in strada. Comunque le amministrazioni farebbero bene a indagare a fondo sul questi dati preoccupanti.

I rischi del benzene

Si parla tanto di polveri sottili, ma anche il benzene è un inquinante molto insidioso. Muoversi nel traffico per raggiungere il posto di lavoro o accompagnare il bambino a scuola espone i cittadini a livelli di benzene medi anche molto vicini al limite di legge previsto per questo inquinante (10 mg/m3 nell’aria). Per valutare la propria esposizione al benzene non basta sapere qual è il valore rilevato in città da un paio di centraline di monitoraggio poste in zone molto trafficate; l’assorbimento di sostanze inquinanti, e quindi il rischio concreto per la salute, dipende da diversi fattori, come la gravità dell’esposizione (gli eventuali “picchi”), la frequenza e il tempo dell’esposizione. A questo inquinamento va aggiunta l’esposizione al benzene che deriva dal fumo di sigaretta e da diverse sorgenti domestiche (vernici, colle, incensi, candele profumate...).

Un sollecito alla Commissione europea

La Commissione europea ha deciso di rivedere la Direttiva sui limiti nazionali di emissioni e il pacchetto di normative per migliorare la qualità dell’aria in Europa. Altroconsumo e altre associazioni attive sul fronte antismog, come Genitori Antismog e Legambiente, chiedono l'aiuto dell’onorevole Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, per garantire rapide ed efficaci azioni da parte dell’Unione, per raggiungere presto livelli di inquinamento atmosferico che non mettano più a repentaglio l’ambiente e la salute dei cittadini.
In particolare:

  • fissare limiti di emissione più stringenti e aumentare il numero di sostanze inquinanti a cui la direttiva si riferisce, aggiungendo anche il PM2,5, le polveri ultrafini;
  • adottare una normativa che punti alla netta riduzione delle emissioni da tutte le fonti principali;
  • rafforzare le attuali norme europee sulla qualità dell’aria, prevedendo misure più severe e limiti più stringenti, sulla base delle più recenti raccomandazioni fornite dall’Organizzazione mondiale della sanità.

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