News

Terremoto in Centro Italia: tra aiuti e ricostruzione

30 agosto 2016
Terremoto in Centro Italia: i numeri per le emergenze

30 agosto 2016

Fin dalle prime ore dopo il terremoto, sono partite le raccolte fondi per aiutare le popolazioni colpite. Abbiamo raccolto le informazioni utili per chi vuole aiutare. A fronte di questi danni inestimabili è evidente che le polizze assicurative non siano sufficienti: è necessario istituire un fondo pubblico per la ricostruzione.

Già fin dalle prime ore successive al terremoto che ha devastato Accumoli, Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto, è partita la gara alla solidarietà un po' su tutto il territorio nazionale. Le informazioni sono tante e, spesso, anche contraddittorie: abbiamo cercato di capire come è meglio indirizzare il proprio aiuto.

Come dare il proprio contributo

Donazioni del sangue I vertici regionali di Avis hanno comunicato che, al momento, l'emergenza sangue nelle zone maggiormente colpite è rientrata. In questa fase, perciò, è opportuno mettersi in contatto con le sedi nazionali (qui puoi consultare l'elenco completo) per garantire la continuità sel servizio anche nei prossimi giorni. È possibile offrire il proprio contributo anche tramite bonifico bancario sul conto corrente di Banca Prossima – filiale di Milano intestato ad Associazione Volontari Italiani del Sangue – AVIS NAZIONALE, IBAN: IT21V0335901600100000065611, BIC: BCITITMX (Causale: nome sede o persona + Terremoto Centro Italia).

Beni di prima necessità In tanti si stanno mobilitando attraverso la rete in modalità varie alimentando anche discussioni relative alla reale utilità di interventi non sempre coordinati. La cosa migliore da fare, prima di organizzare iniziative per conto proprio, è quella di contattare la Protezione civile per assicurarsi delle reali necessità. Per la raccolta di offerte di beni e servizi in favore delle popolazioni colpite, la Regione Lazio e la Regione Marche hanno attivato due caselle di posta dedicate: per il Lazio le offerte possono essere inviate a sismarieti@regione.lazio.it, per le Marche invece il riferimento è prot.civ@regione.marche.it. 

Raccolta fondi Oltre alla raccolta attivata dalla Protezione civile tramite sms o chiamata da numero fisso al 45500, questo è un elenco con alcune associazioni o enti che hanno già attivato una raccolta fondi per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto:

Alcune indicazioni per donare nel modo giusto

Quando si decide di dare il proprio contributo a favore di iniziative di solidarietà, è bene osservare qualche semplice regola.  

  • Dona ad associazioni o enti che conosci già, attive nel campo degli aiuti umanitari.
  • Diffida di raccoglitori di fondi improvvisati, che si presentano di persona, se non puoi accertarne con sicurezza l'appartenenza a un'organizzazione che conoscete: piuttosto, fatti dare il nome della sede o il sito e recati di persona o fai una donazione online.
  • Potrebbero esserti inviate email truffaldine, che contengono link "per donare aiuti ai terremotati". Non è mai prudente cliccare sul link contenuto nella email, meglio andare di persona sul sito, digitando direttamente l'indirizzo o cercando con Google il nome dell'associazione, e non attraverso il link della email.
  • Prima di fare una donazione online con carta di credito, accertatevi che la pagina del sito dove dovete inserire i dati abbia nell'indirizzo la sigla iniziale https e il simbolo del lucchetto chiuso (significa che le transazioni di denaro sono sicure).
  • Prevedibilmente, sono già nati su Facebook gruppi di solidarietà per le vittime. Noi vi invitiamo ad essere cauti nell'aderire a gruppi di questo genere: le finalità di chi li crea sono ignote e non facilmente controllabili, l'utilità dubbia. È già successo, nel recente passato, che a gruppi analoghi, nati come "solidarietà per le vittime" sia poi stato cambiato il nome, diventando gruppi di sostegno a tutt'altro (cosa che è possibile fare senza nemmeno chiedere l'assenso agli aderenti al gruppo).

Polizze sulla casa e fondi pubblici sulla ricostruzione

Come dimostra anche la nostra ultima inchiesta pubblicata su Soldi & Diritti lo scorso marzo, esistono polizze sulla casa che coprono il rischio sismico. Peccato che, dato il loro costo e i limiti di copertura, queste vengano di fatto offerte solo nelle zone a minor rischio, cioè dove sevono meno. Dati alla mano, in Italia solo l'1% della popolazione ha sottoscritto una polizza assicurativa di questo tipo e, di fatto, il terremoto del 24 agosto costerà alle assicurazioni tra i 100 e i 200 milioni di euro, a fronte di un danno diretto stimato di 1 miliardo di euro e indiretto di circa 10-11 miliardi. A fronte di rischi sismici, una qualsiasi soluzione assicurativa non potrebbe che essere obbligatoria, come previsto in alcuni Paesi europei come Francia e Spagna e dove, però, non è affatto escluso un intervento pubblico se il danno è molto elevato. Nello stato attuale delle cose, però, la soluzione assicurativa a carico di tutti i cittadini non sembra una strada praticabile, perché il rischio sismico è distribuito in maniera disomogenea sul territorio e, inoltre, è concentrato in territori già di per sé fragili. Sarebbe preferibile un fondo pubblico per le calamità, già presente a livello di Unione Europea, che funzioni in maniera efficiente in fase di ricostruzione. Cosa che, purtroppo, finora non è avvenuta in Italia.

Altroconsumo fa la sua parte

In questa situazione drammatica Altroconsumo vuole dare un contributo concreto per aiutare le persone colpite. Abbiamo deciso di cancellare per un anno la quota associativa dei nostri iscritti che risiedono nelle zone colpite dal terremoto. Naturalmente continuando a mettere loro a disposizione tutti i nostri servizi, compresi quelli di consulenza.