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Strisce blu unavanzata senza sosta

01 marzo 2009

01 marzo 2009

Quando le strisce blu dilagano nelle periferie delle città, è legittimo pensare che lo scopo non sia quello di limitare il traffico né di migliorare la circolazione e l'aria che respiriamo.
È il modo più facile che i Comuni hanno per dare un po' di ossigeno ai loro bilanci. Del resto il Governo taglia i fondi alle amministrazioni locali e dà gli incentivi per l'acquisto delle auto, dimenticandosi dei trasporti pubblici, dei treni che non funzionano, delle infrastrutture che mancano. E i Comuni prendono le scorciatoie. L'estensione delle strisce blu penalizza sia i residenti, che a volte si vedono ridurre gli spazi gratuiti, sia i pendolari, che sono costretti a un dazio insopportabile anche se parcheggiano lontano dal centro. I vigili, poi, sono tutti concentrati in un'unica attività, dare multe, abdicando al loro ruolo fondamentale, che è quello di vigilare (appunto) sul traffico, di dirigerlo, prevenendo gli incidenti.

Parcheggi: cosa dice la legge
È il Codice della strada (art. 7) a dare ai Comuni la facoltà di istituire aree di sosta a pagamento e stabilirne le tariffe. Lo stesso articolo prevede anche che debbano "riservare un'adeguata area destinata a parcheggio... senza dispositivi di controllo di durata della sosta", accanto a quelle a pagamento o nelle immediate vicinanze. In altre parole accanto alle strisce blu ci devono essere dei parcheggi gratuiti (strisce bianche).

L'obbligo di lasciare parcheggi gratuiti tuttavia non sussiste in alcuni casi: aree pedonali; zone a traffico limitato; zone che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale; zone di particolare rilevanza urbanistica. Mentre le prime tre possono essere facilmente individuate in ciascuna città, molto più dubbia è la definizione delle "zone di particolare rilevanza urbanistica". Quello che è chiaro è che le zone così definite devono essere individuate e delimitate dalla giunta comunale.

È su questo punto che sono nate le maggiori controversie, che hanno portato la Cassazione, in una storica sentenza (n. 116/2007), ad annullare le multe sulle strisce blu in quanto l'area definita come rilevante dal punto di vista urbanistico in un comune in provincia di Cagliari non era documentata come tale, con l'aggravante che in zona non erano stati previsti parcheggi gratuiti.

La sanzione può valere un ricorso
Se credete di essere stati ingiustamente multati, fate ricorso al prefetto o al giudice di pace. Avete sessanta giorni di tempo dalla notifica della multa. Le indicazioni sulla procedura e la lettera-tipo da utilizzare sono su questo sito: in home page cliccate sulla voce "diritti del consumatore" e poi sul link "ricorrere contro una multa".


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