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Torna la conciliazione obbligatoria

25 settembre 2013

25 settembre 2013

Per alcune controversie torna l’obbligo di tentare la conciliazione, assistiti da un legale, prima di andare dal giudice. Ma per i problemi con gli operatori telefonici, se sei nostro socio puoi rivolgerti a noi gratuitamente.

Da ora in poi, per un gran numero di liti civili non si potrà andare subito davanti al giudice. Per problemi ad esempio con il condominio, l’assicurazione o la banca bisognerà obbligatoriamente affidarsi a un avvocato e tentare una conciliazione presso uno degli organismi accreditati dal Ministero di Giustizia.

Nello specifico, occorre l’avvocato per problemi di condominio, diritti reali, divisione, successioni, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Quando puoi rivolgerti a noi

Ma non è sempre così: ci sono materie in cui, pur rimanendo obbligatorio tentare la conciliazione, non occorre affidarsi a un legale. Se i problemi riguardano, ad esempio, un operatore telefonico ci si può rivolgere al Corecom o a una delle conciliazioni (cosiddette paritetiche) offerte dalle associazioni di consumatori. Se sei socio di Altroconsumo, puoi infatti usufruire della nostra assistenza e di particolari procedure di conciliazione gratuite. Le modalità e le istruzioni per richiedere la conciliazione le puoi ottenere telefonando direttamente al nostro servizio di consulenza giuridica, al numero 02/6961550 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Che cosa cambia

La conciliazione obbligatoria non è una novità: era stata introdotta tre anni fa (dal d.lgs. n.28/2010) ma era poi stata cancellata solo un paio d’anni più tardi dalla Corte Costituzionale (sentenza n.272/2012). Ora, con il “decreto del fare” la conciliazione è tornata ad essere obbligatoria, con alcune novità rispetto al passato:
  • come si è già detto, è diventata obbligatoria l’assistenza da parte di un avvocato;
  • la durata massima del procedimento è fissata in 3 mesi (prima erano 4); 
  • la conciliazione deve essere fatta presso un organismo con sede nel territorio in cui c’è il giudice competente per la controversia;
  • se non si raggiunge alcun accordo già durante il primo incontro, le parti non devono pagare le spese di mediazione;
  • se si arriva in giudizio, il giudice condanna la  parte che non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo al pagamento di una somma pari al contributo unificato dovuto per il giudizio.

Cosa fare per andare in conciliazione

L’obbligo di affidarsi a un avvocato, se da un lato ha aggiunto un’ulteriore spesa al consumatore, dall’altro lo ha sgravato da alcune pratiche burocratiche. Sul sito del Ministero di Giustizia è possibile comunque trovare l’elenco degli organismi accreditati per la conciliazione obbligatoria: ricordati però che devi sceglierne uno con sede nel territorio in cui c’è il giudice competente per la controversia.

Una volta scelto occorre presentare all’organo una domanda contenente l’indicazione delle parti, dell’oggetto, della pretesa e delle relative ragioni. A questo punto viene designato un mediatore e viene fissato un primo incontro di programmazione, in cui il mediatore verifica con le parti la possibilità di proseguire il tentativo di mediazione (non oltre trenta giorni dal deposito della domanda).


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