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Le class action di Altroconsumo

25 novembre 2014

25 novembre 2014

Vanno avanti i lavori relativi alle class action presentate da Altroconsumo: traghetti, Rai, Banca Intesa San Paolo, Iva sulla tassa rifiuti e Trenord. Vuoi sapere come stanno andando e tenerti informato sugli ultimi sviluppi delle varie vicende? Qui trovi tutti gli aggiornamenti su eventuali nuove azioni.

Vediamo a che punto siamo con le diverse class action in corso e quali le prossime scadenze da tenere d'occhio.

Trenord

Il sistema ferroviario della regione Lombardia è andato letteralmente in tilt nel dicembre 2012 a causa della maldestra implementazione di un software per la gestione del personale e del materiale rotabile. Trenord non è stata in grado di risolvere la questione e questo ha provocato gravi disservizi a tutti i pendolari per oltre 15 giorni. Altroconsumo ha promosso una class action con la quale chiede, per tutti i pendolari, un rimborso pari a quattro mesi di abbonamento. La class action è stata ammessa, Dopo più di un anno e mezzo di raccolta delle adesioni e dopo essere stati vicini ai viaggiatori in quattro stazioni lombarde (Milano Garibaldi, Bergamo, Brescia e Milano Cadorna), Altroconsumo ha finalmente depositato le 6.136 adesioni formali correttamente ricevute da parte dei pendolari in cancelleria presso il tribunale di Milano. In tanti infatti hanno aderito a questa iniziativa: si tratta della più grande azione risarcitoria collettiva mai avviata nel nostro Paese. Il 25 novembre 2014 si è tenuta la prima (interlocutoria) udienza, ma è difficile dire oggi quanto tempo occorrerà per arrivare alla sentenza. Non mancheremo di tenere informati tutti.

Traghetti

Con questa class action chiediamo il risarcimento del sovrapprezzo che i passeggeri hanno dovuto sborsare a causa dei rincari anomali registrati nelle ultime estati per i traghetti per la Sardegna. Dopo le prime udienze, alle quali sono intervenuti i nostri avvocati e quelli delle controparti Moby, Snav, Grandi Navi Veloci e Forship, il Tribunale di Genova ha inizialmente sospeso il giudizio in attesa della decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Decisione che è arrivata a inizio giugno 2013: l'Antitrust ha sanzionato il cartello. Le compagnie coinvolte hanno fatto ricorso al Tar; ricorso che è stato accolto, annullando così la sentenza dell’Antitrust. L’Autorità ha chiesto a sua volta l’annullamento di questa decisione e Altroconsumo è intervenuta a sostegno dell’AGCM. È necessario aspettare la decisione del Consiglio di Stato prima che la class action davanti al Tribunale di Genova possa essere dichiarata o meno ammissibile.

Rai

Nel corso del 2010, la Rai aveva arbitrariamente sospeso le trasmissioni di informazione pubblica. Noi abbiamo promosso una class action in difesa degli abbonati Rai, che si sono visti - di fatto - negare il diritto all’informazione. Dopo un travaglio burocratico di circa 3 anni, la nostra class action è stata respinta perché, sebbene sussistessero evidenti violazioni del contratto di servizio, secondo il Tribunale prima e la Corte d'Appello di Roma poi, gli abbonati non hanno alcun titolo per agire. Appare a nostro avviso inaccettabile che, di fronte a una violazione del contratto di servizio, i cittadini che pagano il canone non possano fare valere i loro diritti. Per questo Altroconsumo ha chiesto a Governo e Parlamento di sanare al più presto questo assurdo giuridico modificando il contratto di servizio Rai, in modo che gli abbonati possano finalmente far valere i propri diritti in caso di inadempienze.

Intesa Sanpaolo

La class action riguarda le commissioni di scoperto del conto che Banca Intesa Sanpaolo ha fatto pagare dal 2009 ai propri clienti anche se non dovute perché abolite per legge. Abbiamo terminato a fine gennaio 2013 la raccolta delle adesioni alla nostra azione. Successivamente la parola è passata ai giudici del Tribunale di Torino e, dopo alcune udienze, in quella finale del 15 gennaio la decisione è stata rimessa al Collegio. Ad aprile 2014 il Tribunale di Torino ha stabilito che le commissioni applicate sui conti scoperti vanno restituite ai correntisti, dando così ragione ad Altroconsumo, ma il tribunale purtroppo ha ritenuta valida la posizione soltanto di alcuni degli aderenti. Per questo motivo Intesa San Paolo presenterà appello e di conseguenza Altroconsumo presenterà il controricorso.

Iva sulla tassa rifiuti

La Tia (Tariffa di igiene ambientale, in altre parole la tassa rifiuti) è un tributo, quindi non deve essere assoggettata ad Iva. A confermarlo sono anche due sentenze: una della Corte Costituzionale del 2009, l'altra della Cassazione nel 2012. Abbiamo consegnato al Governo le 35.000 adesioni alla petizione da noi lanciata per chiedere che fosse approvata una norma che sospendesse una volta per tutte l'applicazione dell'Iva sulla Tia, e che si mettessero i consumatori in condizione di poter ottenere automaticamente il rimborso di quanto illecitamente incassato dallo Stato nel corso degli ultimi anni. La risposta che abbiamo ricevuto è che lo Stato non rimborserà nulla. Abbiamo così deciso di avviare un’operazione molto impegnativa: otto class action su tutto il territorio nazionale contro diverse società municipalizzate che gestiscono la Tia; 67 diffide, delle quali 56 dirette alle principali municipalizzate e 11 dirette ai Comuni che gestiscono direttamente la Tia. Le prime class action contro Ama Roma e Quadrifoglio Firenze sono state notificate. A marzo 2014 il Tribunale di Firenze ha dichiarato inammissibile la class action contro Quadrifoglio. Alla fine del mese di ottobre 2014, invece, il Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile la class action presentata nei confronti di Ama Roma.


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