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Clima appuntamento a Copenaghen

04 dicembre 2009

04 dicembre 2009

I leader mondiali si sono incontrati dal 7 al 18 dicembre a Copenaghen nell'ambito della United Nations Convention on Climate Change, per rilanciare la lotta ai cambiamenti climatici.

I leader mondiali si sono incontrati dal 7 al 18 dicembre a Copenaghen nell'ambito della United Nations Convention on Climate Change (UNFCCC), per rilanciare la lotta ai cambiamenti climatici. L'obiettivo del vertice, in sintesi, è fissare gli obiettivi per il periodo dopo Kyoto (ovvero a partire dal 2012) e ampliare il numero di paesi che si assumono impegni vincolanti per ridurre le emissioni di anidride carbonica. L'incontro, l'ennesimo sul tema dei cambiamenti climatici, risponde all'allarme lanciato dalla comunità scientifica sull'innalzamento delle temperature medie mondiali e sui rischi connessi per l'uomo e per il pianeta.

L'Italia non si impegna a ridurre le emissioni di CO2
L'esito del vertice è quanto mai incerto. Sono diversi i Paesi, tra cui l'Italia, che faticano ad accollarsi l'onere delle misure da adottare, in più c'è l'ostruzionismo di alcune grandi potenze, come Stati Uniti e Cina, che finora non si sono assunti alcun impegno vincolante per ridurre le proprie emissioni. Fino a oggi, comunque, anche i paesi dell'Unione europea che si sono posti il problema della riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra hanno ottenuto risultati poco soddisfacenti. L'Italia è particolarmente in debito rispetto agli obiettivi prefissati. Secondo un'analisi dell'Ispra, le emissioni nazionali totali, espresse in CO2 equivalente, sono aumentate del 7,1% nel 2007 rispetto al 1990, a fronte di un impegno nazionale di riduzione del 6,5% entro il periodo 2008-2012.

Carbon trade, come scoraggiare manovre concrete
Un limite al raggiungimento degli obiettivi è rappresentato dal mercato delle emissioni inquinanti (carbon trade): attraverso i cosiddetti meccanismi flessibili, i Paesi industrializzati adempiono i propri obblighi di riduzione delle emissioni investendo in progetti in paesi in via di sviluppo, i cosiddetti "progetti di sviluppo pulito". In pratica, l'Unione riesce a rispettare sulla carta gli obiettivi di Kyoto solo grazie al massiccio acquisto di quote di emissione da paesi senza vincoli formali, quali Cina e India. In molti casi le riduzioni delle emissioni sono solo fittizie, frutto della delocalizzazione della produzione in Paesi emergenti, mentre in Italia ed Europa non si fanno interventi strutturali per una riduzione effettiva delle emissioni. Uno dei primi obiettivi auspicabili dell'incontro di Copenaghen è l'accordo allargato tra i Paesi su una politica veramente incisiva, che non si basi più sull'acquisto di riduzioni fittizie di gas serra.

Consumatori contro i cambiamenti climatici
Il Beuc, l'organizzazione europea che riunisce le associazioni di consumatori, partecipa insieme a Consumers International alla conferenza sul clima di Copenaghen. In occasione del vertice danese faremo sentire la voce dei consumatori, ricordando ai leader dei principali paesi quanto è strategico anche il ruolo dei cittadini nella lotta ai cambiamenti climatici. Secondo l'ultimo Eurobarometro, il resoconto della Commissione europea, quasi due terzi dei cittadini comunitari considera i cambiamenti climatici un problema molto serio, mentre il 72% ritiene che non siano state fatte ancora sufficienti azioni.


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