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Diritti calpestati, azione contro Ryanair e Alitalia

23 luglio 2013

23 luglio 2013

Dopo le diffide inascoltate, o quasi, ci rivolgiamo all'autorità giudiziaria affinché le compagnie aeree leader del mercato italiano modifichino o cancellino le clausole vessatorie dei loro contratti: dalla tassa di rimborso per i biglietti mai utilizzati, al dover andare in Irlanda per difendersi in un'aula di Tribunale.

Ricordi? Qualche tempo fa avevamo diffidato 10 compagnie aeree chiedendo l'eliminazione dai loro contratti di diverse clausole vessatorie molto penalizzanti per i consumatori e lesive dei loro diritti. Qualche modifica c'è stata dopo il nostro avvertimento formale, ma non si può dire che ora sia tutto perfetto. Per cui, proprio oggi, ci siamo rivolti alle autorità competenti con le prime due inibitorie, contro le due compagnie leader del mercato italiano: Alitalia e Ryanair. 

Alitalia, cosa contestiamo

La compagnia di bandiera non ha mai risposto alla nostra diffida. Abbiamo dunque chiesto al Tribunale di Civitavecchia di intervenire. Ecco quali sono alcune delle clausole che abbiamo chiesto di modificare e che, ora come ora, permettono alla compagnia di fare un po' come vuole, a nostre spese.

  • Alitalia non è obbligata a garantire l'esattezza degli orari dei voli grazie a una clausola che specifica anche che la puntualità non costituisce parte del contratto. Ti sembra giusto che un'azienda di trasporti non sia vincolata a rispettare gli orari comunicati quando acquisti un biglietto?
  • La società non ha nessuna responsabililtà se il trasporto viene effettuato da un'altra compagnia in nome e per conto di Alitalia. Facile lavarsene le mani in questo modo, ma chi ci sta vendendo il biglietto è Alitalia.
  • Nel caso in cui non utlizzi il biglietto, ora come ora, non hai diritto al rimborso automatico di tutte le tasse e imposte, ma è necessario avviare una richiesta. Avendone diritto, non capiamo il perché non possa essere una procedura automatica.
  • Non solo: per fare questa richiesta di rimborso di tasse e altri oneri (che hai ingiustamente pagato visto che alla fine non hai usato il biglietto), dovrai pagare 20 euro a titolo di rimborso spese. Insomma, devi pagare un rimborso per avere un rimborso! Una paradosso che certamente non facilita il consumatore nell'esercizio dei propri diritti.

Ryanair, le nostre richieste

Ecco alcune delle clausole contrattuali della compagnia irlandese Ryanair per cui abbiamo chiesto l'intervento del Tribunale di Genova.

  • Sapevi che, nel caso di problemi o controversie legali, la legge valida - anche su voli completamente nazionali e per residenti o domiciliati in Italia - è quella irlandese? Non solo, anche la giurisdizione è irlandese: questo vuol dire che per vederti riconosciuti i tuoi diritti dovresti eventualmente trovarti un avvocato che ne capisca di diritto irlandese... e pagargli anche la trasferta per andare in Tribunale in Irlanda.
  • Ryanair ha il diritto, secondo le clausole dell'attuale contratto, di decidere di non tasportare un passeggero o il suo bagaglio in modo del tutto discrezionale. Sappi, dunque, che se ti lasciano a terra, non hai alcun diritto di reclamare ora come ora.
  • Gli unici casi in cui il viaggiatore ha diritto al rimborso per non essere partito è la grave malattia o il decesso: nessuna garanzia per tutti gli altri casi in cui non puoi partire per ragioni che non dipendono da te.
  • Consideriamo scorretta, inoltre, l'immotivata "discriminazione" di applicare una "Tassa carta di credito" del 2% rispetto al valore totale del biglietto a chi non paga con carta Ryanair e Master Card prepagata.



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