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Prenotazioni online: Booking corregge il tiro

18 dicembre 2014

18 dicembre 2014

Dopo il procedimento avviato dall'Antitrust contro i colossi delle prenotazioni online, adesso Booking si impegna a correggere il tiro. Assieme ad Expedia il sito è finito nel mirino del Garante perché, di fatto, limiterebbe la concorrenza tra albergatori. Abbiamo provato a vedere se è davvero così: ecco com'è andata.

Limiterebbero la concorrenza tra gli albergatori, impedendogli di praticare prezzi più vantaggiosi per la clientela. È questa l'ipotesi per cui l'Antitrust ha deciso di aprire un'istruttoria nei confronti dei due colossi delle prenotazioni online di alberghi e viaggi: Booking ed Expedia. Adesso, però, dopo l'avvio del procedimento, Booking ha comunicato il proprio impegno a rivedere le sue condizioni.

Come limiterebbero la concorrenza?

Attraverso clausole capestro previste nel contratto con gli albergatori, Expedia e Booking ostacolano la possibilità di offrire vantaggiose proposte last minute. Inoltre, si inibirebbe la libertà di fare offerte attraverso altri canali (ad esempio alla reception, attraverso altri siti o lo stesso sito dell'albergo o tramite agenzie online e offline): insomma, il prezzo offerto sulle due piattaforme deve essere il prezzo minimo presente sul mercato, con tanto di penali e sanzioni da praticare agli esercenti che non rispettano le regole.

Gli impegni presi da Booking

In seguito all'istruttoria avviata, Booking ha comunicato il suo impegno a modificare la clausola che impone la parità di prezzo rispetto alle tariffe che gli alberghi propongono tramite le altre agenzie di viaggio online, mantenendola esclusivamente per i prezzi e le condizioni pubblicamente offerti dagli hotel attraverso i propri canali di vendita diretta, sia online che offline. Booking consentirà inoltre a tutti gli hotel partner di applicare sconti sulle tariffe offerte sulla propria piattaforma a clienti che appartengono a determinati gruppi di utenti (per esempio clienti che si siano registrati con un proprio profilo sul sito dell’hotel dopo una precedente prenotazione).

Test su 40 alberghi: non tutti si piegano

Per capire se è davvero così, nel nostro test abbiamo provato a prenotare in 40 alberghi, metà a Roma e metà a Milano, tramite Booking ed Expedia, per poi confrontare i prezzi con le tariffe offerte sui siti degli stessi hotel, quando disponibili. Le tariffe sono spesso allineate (in più di un quarto dei casi), quindi gli indizi per ipotizzare un cartello imposto dai due colossi turistici ci sono. Ma c'è una buona fetta di casi in cui prenotare attraverso il sito dell'albergo costa meno, segno che non tutti gli albergatori si fanno spaventare dalle sanzioni imposte.

Prenotare online: come difendersi

Per evitare problemi, segui questi consigli, indipendentemente dalla piattaforma che utilizzi.

  • Prima di comprare verifica le caratteristiche della struttura e tutto ciò che è incluso o meno nell'offerta. Spesso se il prezzo è molto basso, ci sono delle limitazioni come l'impossibilità di cancellare la prenotazione.
  • I siti che raccolgono i giudizi dei viaggiatori, o "rating", possono dare qualche indicazione, ma non prendetele per oro colato (vedi ad esempio il caso di TripAvisor, il sito specializzato nelle recensioni di alberghi e ristoranti, anch'esso nel mirino dell'Antitrust per "pratica commerciale scorretta": c'è il sospetto che non ci sia un adeguato controllo rispetto al rischio di recensioni false).
  • Evita i siti sconosciuti, che non hanno un recapito in Italia (in caso di guai sarà più difficile far valere i propri diritti) e quelli che non presentano garanzie sui mezzi di pagamento.
Porta sempre con te la stampa della prenotazione e dell'avvenuto pagamento e, se in albergo qualcosa non corrisponde, documenta le carenze con foto, video o testimonianze: potranno essere utili per un eventuale reclamo.

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