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Ferrovie come protestare

01 maggio 2011

01 maggio 2011

Ritardi e soppressioni dei convogli, incuria dei vagoni, sovraffollamento delle carrozze: in Italia sono la norma, non l’eccezione. E ottenere i rimborsi è complicato: spesso ci vogliono mesi per avere indietro i propri soldi e troppe sono le limitazioni.

Problemi anche in stazione
E non ci sono solo i problemi legati strettamente al viaggio. Anche se scendiamo dalle vetture, la situazione rimane triste: nelle stazioni, infatti, non va molto meglio. Come dimostra la nostra indagine in sei grosse stazioni italiane, condotta nelle ore di maggior afflusso di viaggiatori, i distributori automatici sono spesso insufficienti e fuori servizio, le obliteratrici rare e difficili da individuare soprattutto se si è di corsa

Treni: come farsi rimborsare
Se si rinuncia al viaggio in treno per colpa di Trenitalia, è previsto il rimborso totale del biglietto in questi casi:
- partenza ritardata di almeno un’ora;
- soppressione del treno;
- soppressione di servizio cuccette, auto o moto al seguito...;
- mancanza di posto nella classe prevista;
- se è prevedibile che il ritardo del treno all’arrivo in stazione sia superiore a 60 minuti;
- ritardata consegna del biglietto comprato sul sito di Trenitalia o tramite call center.
Se l’impedimento riguarda l’andata, il rimborso comprende anche il costo del viaggio di ritorno comprato con quello di andata.
Il rimborso può essere effettuato in contanti, con assegno, bonifico bancario o bonus.
Per i biglietti acquistati online o tramite call center con carta di credito, il rimborso avviene mediante storno sulla carta di credito.


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