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Il futuro dei diritti del turista

25 febbraio 2010

25 febbraio 2010

Cesare Vaccà - Università degli Studi di Milano-Bicocca

I contratti di viaggio "a pacchetto" sono oggetto di armonizzazione europea. La Commissione europea ha intenzione di riformularne la disciplina, estendendola ai cosiddetti "pacchetti dinamici", quelli che i consumatori assemblano autonomamente acquistando singole prestazioni presso un unico sito Internet o siti partner. L'adozione di un contrassegno "Viaggio protetto" (Travel Protection Label) potrebbe in futuro contraddistinguere prodotti turistici e/o combinazioni di prodotti rispetto ai quali i diritti dei consumatori sono tutelati dall'ordinamento europeo.

Il Codice del Consumo (artt. 82-100) disciplina, conformemente alla disciplina europea, i soli contratti di viaggio organizzato, vale a dire i cosiddetti 'pacchetti turistici', con l'esclusione di ogni altro tipo di rapporto, se si eccettua (artt. 69-81) la ben diversa figura della multiproprietà immobiliare, anch'essa comunque correlata a forme di vacanza, se pur 'statica'.

Per quanto concerne, invece, il turismo 'mobile', il quadro normativo uniforme si identifica con la disciplina della responsabilità per mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni costituenti il 'pacchetto' da parte dagli organizzatori e delle agenzie di viaggio, e con la convenzione europea sulla responsabilità degli albergatori per le cose portate dai clienti in albergo, firmata a Parigi il 17 dicembre 1962 e ratificata nel nostro Paese con l'art. 3 della l. 10 giugno 1978, n. 316, che ha modificato gli artt. 1783 ss. cod. civ. relativi al deposito in albergo e negli esercizi ad esso assimilabili.

Esclusi dall'armonizzazione europea e dalla disciplina pattizia internazionale risultano pertanto i contratti inerenti singoli servizi, che trovano le loro regole sia nelle norme dedicate dall'ordinamento a specifici contratti, quali il trasporto e la locazione turistica, sia negli usi, come quelli alberghieri, raccolti su scala provinciale dalle Camere di commercio.

Rapporti vieppiù diffusi, quali il bed and breakfast e, particolarmente, l'agriturismo - pur ricevendo articolata disciplina nei loro aspetti amministrativi ad opera della ricca produzione legislazione regionale - sono sostanzialmente privi di regole inerenti i tratti contrattuali, nella prospettiva, quindi, della tutela dei consumatori, che si trovano così maggiormente indifesi qualora la controparte sia un altro privato anziché un operatore professionale.

Dei diritti dei consumatori possono trovarsi tracce nell'art. 4 della l. 29 marzo 2001, n. 135, Riforma della legislazione nazionale del turismo, che attribuisce al Ministero dell'Industria, ora dello sviluppo economico, l'onere di elaborare "in almeno quattro lingue" la Carta dei diritti del turista, recante essenziali informazioni sui sistemi di classificazione degli esercizi, sull'assistenza sanitaria, sulle coperture assicurative, sulle modalità di tutela dei diritti e sui correlati ruoli delle associazioni dei consumatori.

Prescindendo dai ricorrenti conflitti di competenze fra Stato e Regioni in merito alla legge quadro del 2001, certo è, tuttavia, che detta Carta appare priva di qualsivoglia natura regolamentare, estrinsecandosi, al più, in una pubblicazione informativo-promozionale: ad oggi, peraltro, il più noto testo così denominato è approntato non già dal ministero, bensì da una associazione di consumatori.

La sfera dei viaggi organizzati incide in misura sensibile sulla conflittualità avente origine dai contratti di consumo, ed il superamento della barriera rappresentata dalla risarcibilità del danno non patrimoniale conseguente inadempimenti contrattuali alimenta gran parte delle liti riposte sulla 'vacanza rovinata', confermando l'opportunità di sviluppare sedi e modalità alternative di composizione dei conflitti.

Con il Documento di consultazione del 26 novembre 2009 la Commissione europea ha manifestato l'intenzione di procedere entro l'anno 2010 ad una rivisitazione della direttiva sui viaggi 'tutto compreso' relativamente -in primis- all'obbligo di informazione, alle responsabilità per la prestazione dei servizi, nonché -in via generalizzata e non soltanto con riferimento ai viaggi organizzati- ai rimedi nel caso di insolvenza del tour operator o del vettore aereo.

Il documento della Commissione considera, inoltre, l'opportunità di estendere la natura di vincolo contrattuale ad ogni informazione relativa al viaggio organizzato fornita al consumatore, quale ne sia la forma, pertanto anche tramite website degli operatori; indica, infine, la necessità di disciplinare più efficacemente le modalità di assistenza ai viaggiatori che si trovino ad affrontare problemi insorti durante la vacanza.

Ma la più rilevante prospettiva di intervento comunitario concerne la disciplina dei cosiddetti "pacchetti dinamici", vale a dire quelli che i consumatori compongono autonomamente, spesso on line, avvalendosi di un unico website o di siti partner.

Proponimento della Commissione è estendere le tutele approntate nel 1990 per i viaggi 'a pacchetto' ai casi in cui il consumatore acquisti diversi elementi da differenti fornitori fra loro collegati, mentre sono destinate a rimanere estranee al futuro intervento le "soluzioni indipendenti di viaggio", vale a dire l'acquisto di singole prestazioni non collegate fra loro, a meno che non si tratti di biglietti aerei, nel qual caso la Commissione stessa anticipa l'opportunità di tutelare il viaggiatore a fronte dell'insolvenza dei vettori. Innovativa altresì l'eventualità di valutare l'adozione del contrassegno "Viaggio protetto" (Travel Protection Label) per contraddistinguere prodotti turistici o combinazioni di prodotti rispetto ai quali i diritti dei consumatori sono tutelati dall'ordinamento europeo.


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