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La tratta dei pendolari partono le cause civili a Trenitalia

29 novembre 2010

29 novembre 2010

Treni sporchi, affollati, insicuri e in perenne ritardo. La nostra inchiesta su 25 tratte su Milano, Roma e Napoli. Altroconsumo offre assistenza legale gratuita ai pendolari delle due tratte peggiori (Piacenza-Milano e Bergamo-Carnate-Milano) per fare causa a Trenitalia.

Lasciate ogni speranza voi che entrate. Siete nel girone dei pendolari. Le due bolge peggiori sono sulle tratte Piacenza-Milano e Bergamo-Carnate-Milano, dove il malcontento ha ormai superato la soglia dell'esasperazione: gli insoddisfatti sono la totalità o quasi. Ai pendolari più colpiti dalle inefficienze quotidiane di Trenitalia su queste due tratte, Altroconsumo offre assistenza legale gratuita per una causa davanti al Giudice di Pace per poter finalmente richiedere il risarcimento danni a Trenitalia. L'inchiesta ha coinvolto 1.407 viaggiatori su 25 tratte ferroviarie più interessate dal pendolarismo in tre aree cittadine: Milano, Napoli, Roma. Il catalogo dei disagi è amplissimo. Ritardi e soppressioni. Sporcizia e cattivo odore. Riscaldamento rotto e gelo d'inverno, caldo rovente d'estate. Insicurezza e sovraffollamento. Porte bloccate, sedili sudici e sbrindellati. Bagni luridi o fuori servizio. I pendolari sono esasperati da condizioni di trasporto così umilianti. A dichiararsi insoddisfatto del servizio è il 72%, quasi tre quarti degli intervistati.

Il sudiciume in carrozza
La puntualità diventa secondaria (63% di scontenti) se si viaggia su una specie di vagone bestiame. Il sudiciume è sempre lì, ogni giorno, sotto gli occhi di tutti: difficile farci l'abitudine. Sono nove su dieci, in pratica quasi tutti, a deprecare standard igienici da medioevo. Condizioni decisamente peggiorate rispetto alla nostra analoga inchiesta del 2004. Lo stesso per la climatizzazione (gli insoddisfatti erano il 52%, oggi sono il 71%): gli impianti vanno sempre più frequentemente in panne. I risultati peggiori si registrano sulle tratte di Bergamo-Carnate-Milano (90%), Novara- Milano (89%) e Bergamo-Treviglio-Milano (88%).

Meno treni, più sovraffollati
Uno dei maggiori elementi di scontento è il sovraffollamento (se ne lamentano sette pendolari su dieci). L'introduzione dell'alta velocità ha coinciso con una diminuzione, anche del 30%, dell'offerta di treni regionali, stimano le associazioni dei pendolari. Strano, visto che la Tav libera delle tratte e aumenta la capacità di trasporto sulla rete normale. I treni rimasti continuano ad avere la composizione di prima, motivo per cui a bordo aumentano le chance di provare lo spiacevole effetto sardina. Inoltre, le possibilità di rientro a casa la sera si sono ridotte, con il risultato che se si perde la corsa giusta si arriva quando ormai il resto della famiglia ha finito di cenare.

Siamo uomini o pendolari?
È su questa condizione di disagio, che riguarda milioni di persone, e sui diritti dei passeggeri che Altroconsumo punta i riflettori della campagna "Siamo uomini o pendolari?". Cause civili, inchieste, petizioni, iniziative di sensibilizzazione sui diritti di chi viaggia e di pressione sulle istituzioni competenti: sono le azioni che ci vedono impegnati in questi mesi.


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