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Mare italiano mare pulito

01 agosto 2009

01 agosto 2009

Il 96% delle coste italiane ha il mare pulito. È questo il bilancio complessivo del rapporto di balneazione delle acque 2008 redatto dal ministero della Salute. Ma non è detto che una spiaggia giudicata positivamente in passato rimanga pulita nel tempo.

Quando scatta il divieto di balneazione
La balneabilità dell'acqua dipende dalla presenza di alcuni batteri, che in particolari situazioni possono superare i valori consentiti per legge. Per inquinamento delle acque si intende la presenza di batteri di origine fecale; l'alterazione di trasparenza, colorazione e acidità; la presenza di sostanze chimiche, quali oli minerali, tensioattivi e fenoli. La presenza di materiali galleggianti, quali buste di plastica, bottiglie o alghe, presenti sulle spiagge, non è sempre un indicatore di inquinamento delle acque e spesso è conseguenza diretta del momentaneo affollamento estivo.

All'altezza le coste italiane
Secondo i dati dell'ultimo Rapporto del ministero della Salute, che fotografa la situazione delle acque marine nel 2007, nel complesso il trend della balneabilità negli ultimi anni è positivo. Questo non esclude il rischio che alcune località di mare si possano inquinare durante la stagione estiva a causa dell'onda turistica, o viceversa, che siti vietati alla balneazione in passato vengano riaperti a seguito di analisi favorevoli. Per conoscere la situazione aggiornata il cittadino può consultare i dati disponibili su www.ministerosalute.it, con il dettaglio dei monitoraggi più recenti e l'elenco delle zone che le ordinanze comunali di volta in volta vietano alla balneazione a seguito dei controlli effettuati dalle Agenzie regionali per l'ambiente (Arpa).

Alghe e meduse: che fare
Oltre ai tradizionali batteri, nelle acque di balneazione c'è un nuovo inquinamento di tipo biologico da fronteggiare. Come dimostra la cronaca estiva, nei confronti delle fioriture di alghe la sorveglianza sanitaria è inadeguata e solo in seguito a ricoveri e a malesseri della popolazione vengono presi provvedimenti (come il divieto di balneazione) temporanei e non certo risolutivi. Bisogna invece fare prevenzione: maggior controllo degli scarichi e dei depuratori; intensificare il monitoraggio delle alghe nei periodi estivi; fare più controlli sui fattori che possono scatenare la fioritura algale, come la presenza di sostanze fertilizzanti portate dai fiumi (come azoto e fosforo) o le condizioni meteo.

La diffusione delle temute meduse, urticanti per l'uomo, è dovuta soprattutto alla sparizione dei loro predatori, come cetacei, tartarughe e pesci in via di estinzione. Il modo migliore per ridurre gli effetti delle spiacevoli ustioni da medusa è sciacquare bene la parte colpita con acqua salata calda, o meglio ancora con soluzioni leggermente acide o basiche, come l'aceto o l'ammoniaca. In mancanza di questi, si usa anche la sabbia calda per fermare l'irritazione, mentre non bisogna strofinare la parte colpita né coprirla con bende o indumenti.