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Mezzi pubblici ingorgo insostenibile

01 settembre 2010

01 settembre 2010

Lenti, inaffidabili e rumorosi: ecco perché gli italiani trascurano i mezzi pubblici. L'inchiesta in dodici città e la campagna per i diritti dei passeggeri.

Lunghe attese per i mezzi
Reti e mezzi pubblici inadeguati, lunghe attese alla fermata e ritardi nel tragitto, sporcizia e cattivo odore a bordo, mancanza di sicurezza: secondo i passeggeri il trasporto pubblico locale è davvero deludente. Inoltre, sono in molti a pensare che la situazione nella propria città sia perfino peggiorata negli ultimi due anni. È quanto emerge dalla nostra inchiesta, condotta in dodici città italiane, intervistando cinquemila persone che utilizzano bus, tram, metropolitane e vaporetti (Venezia). Frequenza e velocità delle corse restano il vero tallone d'Achille del trasporto pubblico. Sono perlopiù i mezzi di superficie a lasciare in attesa a lungo i passeggeri. Nelle città del Sud, soprattutto quelle siciliane, capita di aspettare l'autobus anche per venti minuti, mentre tra i centri che dispongono di tranvia, Napoli è quello in cui l'attesa dura in media di più: un quarto d'ora.

Disastrose Catania e Palermo
Sotto il profilo della soddisfazione complessiva, al di là di alcuni interventi mirati e molto ben realizzati, come il tram di Padova e la metropolitana di Torino, gli utenti insoddisfatti sono molti di più di quelli appagati. La soddisfazione è molto bassa nei due centri siciliani di Catania e Palermo, mentre Napoli ha registrato un miglioramento, attestandosi al quartultimo posto (era ultima nella nostra inchiesta del 2006). Il quadro generale resta problematico. Se si mette insieme tutto - frequenza delle corse e copertura del territorio, tempi di percorrenza (regolarità e durata) e comfort del viaggio - nessun centro urbano raggiunge la sufficienza. Padova e Cagliari sono quelle che più si avvicinano, favorite dalle piccole dimensioni e da interventi mirati e ben integrati, rispetto a Torino e Milano che in graduatoria le seguono a ruota.

Siamo uomini o pendolari?
Con questa inchiesta parte anche la nostra nuova campagna per i diritti dei passeggeri, il cui slogan è "Siamo uomini o pendolari?". Potenzieremo l'informazione dedicata ai disservizi e alle inefficienze dei trasporti che tanto incidono sulla qualità della nostra vita, e faremo pressione sulle istituzioni competenti. La prossima inchiesta riguarderà i treni. Contribuite anche voi raccontandoci le vostre esperienze.


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