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Parcheggi e altre rendite aeroportuali

01 luglio 2009

01 luglio 2009

Marco Ponti - Politecnico di Milano
Elena Scopel - Politecnico di Milano

Fino al 2007 La regolamentazione del sistema aeroportuale italiano non ha evitato la formazione di rendite ingiustificate. In particolare l'attività non-aviation, tra cui quella dei parcheggi, ha garantito ai gestori elevati profitti, a scapito degli utenti. È in corso un timido mutamento legislativo, che può dare i suoi frutti solo se accompagnato dall'istituzione di un'Autorità di settore, oggi mancante.

Questo articolo ha come focus il rapporto tra gli elevati ricavi effettuati dai parcheggi afferenti le infrastrutture aeroportuali e la condizione di monopolio naturale di cui gode l'aeroporto stesso.

La regolazione del sistema aeroportuale dovrebbe garantire la simulazione di un mercato concorrenziale in grado di evitare la formazione di rendite ingiustificate per il gestore aeroportuale a discapito dei vettori aerei e, in ultima istanza, degli utenti.

Come verrà argomentato, la normativa italiana ha previsto fino al 2007 per il settore aeroportuale la separazione contabile tra i servizi "lato aria" e quelli "lato terra" dell'aeroporto (sistema chiamato dual till, ma applicato in Italia in maniera parziale). Si prevedeva per il primo un sistema di regolazione mediante il meccanismo del price cap (che doveva simulare un mercato concorrenziale), mentre il secondo non era di fatto regolato (per definirsi un vero dual till, avrebbe dovuto prevedere royalties; senza di esse il sistema è stato particolarmente favorevole ai gestori aeroportuali). Questo meccanismo ha legittimato così qualunque volume di ricavi ottenuti nel settore del landside, poiché esso, rimanendo separato da quello ottenuto nel settore airside, non partecipava alla definizione delle tariffe aeroportuali richieste ai vettori aerei. Dal 2007 una Delibera CIPE, ancora in vigore, ha introdotto il concetto di single till parziale, per cui almeno il 50% degli introiti del settore non-aviation deve concorrere alla definizione delle tariffe aeroportuali. Questa delibera ha riscontrato l'ostruzionismo dei gestori aeroportuali, per cui la sua attuazione è ancora molto limitata.

Il sistema legislativo nei fatti vigente ha generato alte rendite per i servizi commerciali landside legati all'aeroporto e di competenza del gestore aeroportuale, diventando una voce consistente nel bilancio delle società di gestione. Tali servizi, non essendo sottoposti a controlli di sorta, godono di tariffe libere, nella certezza di poter contare su una quota "protetta" di domanda, assicurata dalla natura di monopolio naturale degli aeroporti. Un esempio sono gli elevati e crescenti introiti derivanti dei parcheggi a servizio dell'aeroporto.

Verranno affrontate alcune questioni teoriche della regolazione dei trasporti, l'evoluzione della legislazione italiana di riferimento, il servizio "parcheggio". Concluderanno una serie di considerazioni sui possibili indirizzi da adottare per "proteggere" gli utenti da rendite monopolistiche.*


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