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Scarpe da jogging etica e test

01 giugno 2009

01 giugno 2009

Gli habitué della corsetta mattutina lo sanno. Quando si devono acquistare nuove scarpe da jogging guai a mettere al primo posto i gusti estetici, la scelta va fatta con i piedi (in senso letterale, naturalmente).
Se volete correre su scarpe da jogging prodotte nel rispetto di lavoratori e ambiente, evitate Nike, Asics, Brooks e Saucony. Non ci hanno voluto aprire le porte delle fabbriche. Cosa nascondono?

Dove appoggia il piede
È da anni che i produttori fanno ricerca per escogitare metodi (e anche materiali: gel, gomme di varia densità e simili) che possano controllare i diversi tipi di appoggio del piede al suolo e migliorare l'ammortizzazione e la reattività della scarpa. Si sprecano le applicazioni nell'intersuola, considerato il cuore della scarpa. Soluzioni brevettate e dai nomi bizzarri: Air System (Nike), Wave Perfect (Mizuno), Gel Technology (Asics)... Aiutano davvero? Fanno la loro parte, visto che sono risultate deludenti le performance dei modelli in cui mancano, quelli che costano meno di 50 euro.

Prove in quattro direzioni
Le prove del test sono improntate a quattro tipologie di valutazione: resistenza, comfort, prove di utilizzo da parte di un panel di corridori navigati, e stima da parte di specialisti in ortopedia.

La svendita dei diritti
Il lavoro degli operai, già di per sé duro, qui rasenta lo sfruttamento. Le visite negli stabilimenti in Cina hanno evidenziato diversi punti critici: livelli salariali che non garantiscono standard di vita decorosi, negazione della libera rappresentanza sindacale, assenza di tutele speciali per il lavoro giovanile (16-18 anni), turni poco sostenibili (e legati a risultati giornalieri ardui da raggiungere), straordinari forzati e deduzioni nello stipendio per chi non è in grado di farli, mancanza di sicurezza sul lavoro, discriminazioni e violenze verbali. Quattro marchi (Reebok, Puma, Adidas e New Balance) raggiungono buoni risultati nel far rispettare in tutta la catena dei fornitori i requisiti sociali fissati nel loro codice di condotta, grazie a un sistema permanente di controlli nelle fabbriche, condotti anche da enti indipendenti. Le più sensibili ai temi ambientali rimangono Adidas e Reebok (dello stesso gruppo), seguite da New Bilance.

Marche del test
  1. ADIDAS
  2. ASICS
  3. BROOKS
  4. MIZUNO
  5. NEW BALANCE
  6. NIKE
  7. PUMA
  8. REEBOK
  9. SAUCONY

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