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Mezzi più cari, di quanto aumentano

29 agosto 2013

29 agosto 2013

I costi dei trasporti pubblici crescono ancora e, così, i cittadini e le fasce più deboli pagano le inefficienze dei servizi e il peso dei tagli ai finanziamenti ai Comuni. Ecco quanto sono aumentati gli abbonamenti a Milano, Roma e Napoli negli ultimi due anni.

Milano, Torino, Treviso, Bologna, Firenze e Napoli. Sono solo alcune delle città in cui c'è stato o in cui è previsto un aumento del costo dei mezzi pubblici. Ecco l'esempio di tre grandi città, che ci permette di vedere di quanto sono cresciuti i prezzi degli abbonamenti rispetto a due anni fa.

 

AUMENTO ABBONAMENTI DEL TRASPORTO PUBBLICO URBANO
tra settembre 2011 e settembre 2013
Città Ordinario mensile Ordinario annuale Studenti mensile Studenti annuale
 Milano  17%  10%  29%  18%
 Roma  17%  9%  -  -
 Napoli  -  3%  -  3%

Aumenti senza limiti

Gli aumenti più intensi, come è evidente in tabella, si registrano a Milano e Roma sugli abbonamenti mensili, il cui costo è cresciuto del 17% o del 29% per gli studenti milanesi. Da notare come proprio gli studenti siano stati i più colpiti dagli aumenti nel capoluogo lombardo, nonostante si tratti di una fascia di cittadini da agevolare. In generale, eccetto Napoli, siamo a livelli del doppio, triplo fino addirittura al quasi settuplo dell'inflazione, che in questi due anni è cresciuta del 4,4%.

Non siamo un bancomat

Si ribadisce, insomma, un trend che da tempo ci allarma: ciò che più incide sull’inflazione, cioè sull'aumento dei prezzi, sono proprio i servizi pubblici (trasporto, acqua, rifiuti, ecc.). Un settore che cerca costantemente di coprire le proprie inefficienze, non curandole, ma semplicemente aumentando i costi per i cittadini. I prezzi dei biglietti dei mezzi - e quindi le tasche dei cittadini - non possono essere usati come un bancomat, da cui attingere fondi quando i comuni non sanno più cosa fare a causa dei tagli decisi a a livello nazionale.

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