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Treni bloccati dal caldo chiedi il risarcimento a Trenitalia

05 luglio 2012

05 luglio 2012

Aria condizionata rotta, finestrini bloccati e ritardi di più di un’ora. Tutto a causa del caldo. È quello che è successo ai passeggeri di tre treni Freccia Bianca il primo e il cinque luglio. Se sei tra questi ti aiutiamo a chiedere il risarcimento a Trenitalia.

Domenica primo luglio 2012 è stata una giornata molto calda. A causa delle elevate temperature due treni Freccia Bianca di Trenitalia hanno avuto dei guasti all’impianto di climatizzazione che hanno reso insopportabili le condizioni di viaggio dei passeggieri. A causa di malori, alcuni viaggiatori hanno avuto bisogno anche di cure mediche. Pochi giorni dopo un altro treno, sempre un Freccia Bianca e sempre per gli stessi motivi, è stato fermo per più di tre ore.

I tre convogli incriminati
Il treno Freccia Bianca 9818, partito da Lecce alle 8.15 di mattina e diretto a Milano, aveva appena lasciato la stazione di Bologna quando l’impianto di climatizzazione si è bloccato. Il treno ha comunque continuato la sua corsa fino a quando, a causa di un secondo guasto al locomotore, si è fermato per più di un’ora nelle campagne tra Lodi e Milano. Il convoglio è arrivato alla stazione di Milano dopo le 19.00, con più di un’ora e mezza di ritardo sull’orario previsto.
Il Freccia Bianca, partito da Roma alle 13.30 e diretto a Genova, poco dopo aver lasciato la capitale, a causa di un guasto, è rimasto fermo (con l’impianto di climatizzazione rotto) in aperta campagna per circa un’ora mezza, fino a quando i 350 passeggeri sono stati dirottati su un altro convoglio. Entrambi i disservizi si sono verificati nella giornata del primo luglio.
Il cinque luglio invece, il Freccia Bianca 9702, partito da Venezia e diretto a Milano, poco prima della stazione di Brescia è rimasto fermo per circa tre ore a causa di un guasto al locomotore, ovviamente con l’impianto di climatizzazione che funzionava a tratti. Il convoglio è poi arrivato nella stazione di Brescia con 160 minuti di ritardo e i viaggiatori hanno dovuto abbandonarlo per trasbordare su altri treni, arrivando finalmente a Milano con ritardi superiori alle tre ore e mezza.

La nostra richiesta di risarcimento
Altroconsumo chiede a Trenitalia risarcimenti immediati e adeguati a favore dei passeggeri rimasti bloccati sui tre convogli ferroviari. Il risarcimento non dovrà certo limitarsi ai (miseri) indennizzi previsti dalle condizioni generali di Trenitalia. L’azienda dovrà ricompensare i passeggeri per tutti i gravi disagi che hanno subìto a causa dell’incapacità da parte sua di gestire con efficienza la situazione di emergenza che si è creata a causa dei guasti ai propri convogli, in giornate caratterizzate da temperature elevate (ampiamente previste).
A questo scopo segnalateci la vostra esperienza.

Gli indennizzi
Ecco gli indennizzi previsti dalle condizioni generali di trasporto di Trenitalia in casi come questi.
Ritardo. Si ha diritto al 25% del prezzo del biglietto per un ritardo compreso tra 60 e 119 minuti; al 50% del prezzo del biglietto per un ritardo di almeno 120 minuti. Il viaggiatore, trascorsi venti giorni dall’effettuazione del viaggio, può verificare il proprio diritto al bonus tramite biglietterie in stazione, agenzie di viaggio, internet e call center. Il passeggero può richiedere: il rimborso in contanti; un bonus (utilizzabile entro 12 mesi dalla data del viaggio); un nuovo biglietto con importo pari a quello del bonus.
Climatizzazione guasta. In caso di totale blocco del funzionamento dell’impianto di climatizzazione si ha diritto al rilascio di un bonus pari al 25% del prezzo del biglietto. Le modalità di richiesta e di rilascio del bonus sono le stesse di quelle previste per il ritardo, con l’unica differenza che non è previsto il rimborso in contanti.
Se per lo stesso viaggio si ha diritto sia all’indennizzo per il ritardo che per mancato funzionamento della climatizzazione, i due benefici non possono essere cumulati e si ha diritto solo a quello per il ritardo.

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