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Treni dallaria malsana

01 luglio 2009

01 luglio 2009

Il comfort migliora, la pulizia varia molto da treno a treno, ma l'aria all'interno dei vagoni resta ancora insalubre. Questo l'esito della nostra inchiesta sull'igiene nelle ferrovie italiane.

Problema igiene in treno
I più schifiltosi stendono parei o foulard pur di non appoggiarsi direttamente sui sedili dei vagoni che hanno un'aria particolarmente sporca. Un rituale che affligge non solo gli stoici viaggiatori abituali del binario, i pendolari, che raggiungono il posto di lavoro sui treni regionali. L'igiene, infatti, può essere altalenante anche sui treni espressi o sugli intercity plus, come emerge dalla nostra inchiesta. Quello che i viaggiatori non sanno, però, che più di superfici e tessuti a essere insalubre è l'aria che si respira all'interno dei vagoni.

A caccia di guai
L'apparenza può ingannare: non sempre ciò che sembra sporco ha una carica batterica rilevante. Dopo successivi restyling dei convogli, il comfort di viaggio inizia a migliorare, almeno nei treni di categoria superiore. Ci sono però ancora molti margini di miglioramento, soprattutto per le tratte coperte dai pendolari ma anche per chi periodicamente fa viaggi a lunga percorrenza.

Nel complesso solo due treni su dodici (quelli ad alta velocità, più cari) meritano un giudizio positivo, perché offrono un buon comfort di viaggio, in condizioni igieniche più che soddisfacenti. A differenza degli altri treni, dispongono di impianti di condizionamento dell'aria che riescono a tenere a bada i parametri più critici per i viaggiatori in treno: come l'anidride carbonica e le polveri.

Ancora diversi punti critici
Dopo aver migliorato almeno in parte la pulizia dei vagoni, Trenitalia dovrebbe iniziare a preoccuparsi della manutenzione degli impianti di aerazione: vero punto debole dell'indagine.

  • Affollamento e CO2. Non si tratta solo di scomodità, troppi passeggeri in carrozza significano anche eccessiva anidride carbonica, che raggiunge punte anche di dieci volte superiori a quella presente nell'aria esterna. Un treno affollato e con scarso apporto di ossigeno è un mezzo su cui i passeggeri viaggiano male: sonnolenza e malessere generale sono i primi sintomi di disagio, cui si accompagna la percezione del caratteristico odore sgradevole "di chiuso". L'anidride carbonica è un buon indicatore della qualità dell'aria negli ambienti chiusi. Per abbassare la concentrazione di CO2 in un ambiente chiuso bisogna migliorare l'apporto di ossigeno dall'esterno, grazie a una buona ventilazione.
  • Polveri sottili (PM10). Anche questo è un indicatore di qualità dell'aria interna. Il PM10 misurato in carrozza non va confuso con quello rilevato dalle centraline antismog, prodotto dai camini e dai gas di scarico delle automobili. I casi peggiori si verificano sulle tratte affollate e con impianti di aerazione più obsoleti.
  • Muffe. Nell'aria del vagone abbiamo trovato anche microrganismi e muffe, che possono arrivare dall'esterno, ma che spesso sono legati anche all'affollamento dell'ambiente e alle cattive condizioni igieniche dei climatizzatori.
  • L'igiene. Sulle superfici di grande passaggio, come maniglie e sedili, è facile che proliferino batteri. Contro questo rischio occorrono pulizie costanti e un'adeguata prevenzione. Per esempio, bisogna anche prevenire la formazione di condensa sui vetri, che diventano così ricettacolo di muffe.

Hai riscontrato problemi di igiene in treno? Mandaci le tue segnalazioni e le tue foto a . Pubblicheremo le foto poù significative


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