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Treni disservizi in carrozza

01 luglio 2009

01 luglio 2009

Non più servizio pubblico, non ancora servizio realmente liberalizzato e aperto alla concorrenza. Chi viaggia in treno in Italia è spesso costretto a subire i disagi di questa condizione ibrida: il passeggero, che ora per Trenitalia si chiama "cliente", è di fatto ostaggio delle Ferrovie dello Stato.
La politica aziendale, e i messaggi promozionali lo sottolineano costantemente, sta puntando tutto sull'apparentemente più redditizia alta velocità, a scapito del trasporto locale.

Come reclamare con Trenitalia
Si può agire direttamente in giudizio contro le Ferrovie dello Stato solo in caso di danni alla persona o al bagaglio. In tutti gli altri casi, invece, la procedura è più complicata e bisogna prima compilare il cosiddetto reclamo preventivo. Quest'ultimo deve essere presentato in duplice copia alla stazione di partenza o quella di arrivo: i moduli posso essere chiesti in biglietteria o agli sportelli dell'assistenza alla clientela.

Le ferrovie hanno 120 giorni a disposizione per rispondere al reclamo. Ricevuta la risposta o comunque decorsi 120 giorni senza risposta, si può agire in giudizio. Ricordiamo che il Giudice di pace è competente per le cause di valore non superiore a 2.582,28 euro (per le cause fino a 516,46 euro si può stare in giudizio anche senza l'avvocato). Il diritto al risarcimento dei danni si prescrive in un anno e la presentazione del reclamo interrompe il decorso della prescrizione.


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