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Treni: la tratta dei pendolari

01 dicembre 2010

01 dicembre 2010

Treni sporchi, affollati, insicuri e in perenne ritardo. Prenderli ogni giorno è una condanna all’inferno. La nostra inchiesta su 25 tratte intorno a Milano, Roma e Napoli.

Parlano i pendolari

Lasciate ogni speranza voi che entrate. Siete nel girone dei pendolari. La bolgia dei condannati a soffrire pene ferroviarie insostenibili. Il catalogo dei disagi è amplissimo. Ritardi e soppressioni. Sporcizia e cattivo odore. Riscaldamento rotto e gelo d’inverno, caldo rovente d’estate. Insicurezza e sovraffollamento. Porte bloccate, sedili sudici e sbrindellati. Bagni luridi o fuori servizio.  I pendolari sono esasperati da condizioni di trasporto così umilianti. A dichiararsi insoddisfatto del servizio è il 72%, quasi tre quarti dei 1.400 intervistati nel corso della nostra inchiesta su 25 tratte che collegano l’hinterland alle tre grandi città di Milano, Roma e Napoli.

Il sudiciume in carrozza

La puntualità diventa secondaria (63% di scontenti) se si viaggia su una specie di vagone bestiame. Il sudiciume è sempre lì, ogni giorno, sotto gli occhi di tutti: difficile farci l’abitudine. Sono nove su dieci, in pratica quasi tutti, a deprecare standard igienici da medioevo. Condizioni decisamente peggiorate rispetto alla nostra analoga inchiesta del 2004. Lo stesso per la climatizzazione (gli insoddisfatti erano il 52%, oggi sono il 71%): gli impianti vanno sempre più frequentemente in panne. I risultati peggiori si registrano sulle tratte di Bergamo–Carnate–Milano (90%), Novara– Milano (89%) e Bergamo–Treviglio–Milano (88%).

Meno treni, più sovraffollati

Uno dei maggiori elementi di scontento è il sovraffollamento (se ne lamentano sette pendolari su dieci). L’introduzione dell’alta velocità ha coinciso con una diminuzione, anche del 30%, dell’offerta di treni regionali, stimano le associazioni dei pendolari. Strano, visto che la Tav libera delle tratte e aumenta la capacità di trasporto sulla rete normale. I treni rimasti continuano ad avere la composizione di prima, motivo per cui a bordo aumentano le chance di provare lo spiacevole effetto sardina. Inoltre, le possibilità di rientro a casa la sera si sono ridotte, con il risultato che se si perde la corsa giusta si arriva quando ormai il resto della famiglia ha finito di cenare.

Siamo uomini o pendolari?

È su questa condizione di disagio, che riguarda milioni di persone, e sui diritti dei passeggeri che Altroconsumo punta i riflettori della campagna “Siamo uomini o pendolari?” Inchieste, petizioni, iniziative di sensibilizzazione sui diritti di chi viaggia e di pressione sulle istituzioni competenti: sono le azioni che ci vedono impegnati in questi mesi.


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