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Viaggiatori: attenzione a tavola

14 agosto 2012

14 agosto 2012

Durante le vacanze, soprattutto nei Paesi dove l’igiene non è particolarmente curata, i cibi e le bevande che consumiamo possono essere causa di diverse infezioni. Il sintomo più comune è la cosiddetta “diarrea del viaggiatore”, ma sono numerose le malattie alimentari che si possono contrarre con il consumo di acqua, vegetali, frutti di mare, latte e derivati. Ecco a cosa fare attenzione.

Sintomi e trattamenti

Nella maggior parte dei casi l’inizio è repentino. La malattia solitamente porta a un aumento della frequenza, del volume e del peso delle evacuazioni. È comune anche l’alterazione della consistenza delle feci. Tipicamente, un viaggiatore ha da 4 a 5 movimenti intestinali abbondanti e acquosi ogni giorno. Altri sintomi comuni associati sono la nausea, il vomito, la diarrea, i crampi addominali, gonfiori, febbre e malesseri. La maggior parte dei casi sono benigni e si risolvono in 1-2 giorni senza alcun trattamento. Solo in casi rari la diarrea del viaggiatore è un rischio per la vita. La storia naturale della diarrea del viaggiatore si risolve nel 90% dei casi entro una settimana e, nel 98% dei casi, si risolve in un mese.

Quali sono le cause
Gli agenti infettivi sono le cause principali. Enteropatogeni batterici causano la diarrea del viaggiatore nell’80% circa dei casi. L’agente causale più comune isolato nei paesi studiati è l’enterotossigenico Escherichia coli (Etec). L’Etec produce una diarrea acquosa associata a crampi e febbre bassa o assente. Oltre all'Etec e altri batteri patogeni, ci sono una varietà di agenti virali e parassiti enterici fra i potenziali agenti causali.

Misure preventive per ridurre i rischi
I viaggiatori possono minimizzare i rischi di diarrea del viaggiatore seguendo alcune misure preventive:

  • evitare cibi e bevande acquistate da venditori ambulanti o altri posti dove sono presenti condizioni non igieniche,
  • evitare di mangiare carni o pesci crudi o poco cotti,

  • evitare di mangiare e verdura cruda senza averla sbucciata.

I cibi ben cucinati e conservati correttamente sono sicuri. L’acqua del rubinetto, il ghiaccio e il latte non pastorizzato sono associati al rischio di diarrea del viaggiatore. Fra le bevande sicure c’è l’acqua frizzante in bottiglia, te e caffè caldo, birra, vino e acqua bollita o trattata in modo opportuno con iodio o cloro.

Trattamenti e farmaci
Solitamente è una malattia che si risolve da sola senza trattamenti specifici. Tuttavia reidratazioni orali sono spesso utili per ripristinare i liquidi persi. Farmaci antipropulsivi servono a ridurre la peristalsi dell’intestino. Tra questi la loperamide (Imodium), è uno dei farmaci da utilizzare in casi di forme lievi e per ridurre il numero delle scariche. La loperamide è un farmaco utilizzato nel trattamento della diarrea dovuta a cause non specifiche che agisce rallentando i movimenti dell'intestino. Questa azione permette un maggior riassorbimento di acqua dalla massa fecale che acquista una maggior consistenza.

Quando è necessario ricorrere agli antibiotici
I viaggiatori che sperimentano tre o più episodi di diarrea in un periodo di 8 ore, specialmente se associato con nausea, vomito, crampi addominali, febbre o sangue nelle feci, possono trovare beneficio da una terapia antimicrobica. Gli antibiotici solitamente vengono prescritti per 3-5 giorni.