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Assegno familiare

01 luglio 2010

01 luglio 2010

L'assegno familiare è un piccolo contributo attraverso il quale lo Stato tende la mano alle famiglie italiane con meno entrate e più figli. Non bisogna farsi illusioni circa la consistenza dell'aiuto che viene fornito: le cifre, infatti, non sono affatto elevate. In ogni caso, conviene comunque approfittarne. L'assegno familiare ha un importo variabile, a seconda del reddito e del numero di componenti del nucleo familiare: in generale, aumenta tanto è minore il reddito e tanto più numerosi sono i componenti della famiglia. È pagato direttamente dall'Inps oppure viene versato tramite il datore di lavoro.

A chi spetta l'assegno familiare
Per beneficiare dell'assegno familiare è necessario presentare la richiesta.
Ecco chi può farlo:

  • lavoratori dipendenti pubblici e privati, anche in pensione;
  • lavoratori "parasubordinati";
  • disoccupati con indennità;
  • lavoratori in cassa integrazione oppure in mobilità;
  • lavoratori assenti per malattia, richiamati alle armi o assistiti per tubercolosi. Se siete ex lavoratori autonomi, ne siete esclusi: per voi si applicano ancora le vecchie norme (e anche i "vecchi" importi, davvero esigui) degli assegni familiari.

Assegno familiare: chi fa parte della famiglia
L'importo dell'assegno è rapportato ai componenti del nucleo familiare.
Ne fanno parte:

  • chi fa la richiesta;
  • il coniuge;
  • i figli minorenni e quelli maggiorenni non autosufficienti, che per un'infermità fisica o mentale non possono lavorare;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti di chi fa la richiesta (minorenni e maggiorenni non autosufficienti) se orfani di entrambi i genitori e privi del diritto della pensione ai superstiti.
Se avete una famiglia numerosa con più di tre figli di età inferiore ai 26 anni, potete considerare rilevanti per ottenere l'assegno anche i figli studenti o apprendisti di età compresa tra i 18 anni e i 21 anni.


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