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La struttura dei consumi delle famiglie europee nel periodo 19952007

01 novembre 2009

01 novembre 2009

Enrico Martini - Centro Studi, Istituto per la Promozione Industriale (IPI)

Non tutti i modelli di consumo sono uguali. I consumatori e le famiglie seguono modalità di consumo, che possono essere anche sensibilmente differenti a livello di paese e mutare significativamente nel corso degli anni.
La spesa in beni di prima necessità come il pane o il latte, ad esempio, non cresce nella stessa proporzione in cui cresce il reddito.

Non tutti i modelli di consumo sono uguali. I consumatori e le famiglie seguono una gerarchia nel consumo, che può essere anche sensibilmente differente a livello di paese e mutare significativamente nel corso degli anni. Nell'ottocento lo studioso tedesco Ernst Engel, analizzando empiricamente le spese di consumo delle famiglie in relazione al loro reddito, osservò che la spesa in beni di prima necessità come il pane o il latte, ad esempio, non cresce nella stessa proporzione in cui cresce il reddito: al crescere del reddito i consumatori non aumentano proporzionalmente la spesa in beni di prima necessità ma spostano le loro scelte di consumo verso beni superiori cosiddetti di lusso.

In questo lavoro è comparata la struttura dei consumi familiari nei principali paesi europei. A tal fine si è analizzato il modello sviluppato da Allen e Bowley che consente di discriminare il grado di necessità delle diverse tipologie di consumo di cui si compone la spesa delle famiglie.

Tab. 1 - Composizione della spesa delle famiglie per capitolo in alcuni paesi europei – dati 2007 (*)
Capitoli di spesa Europa 27 Area Euro Francia Germania Italia Regno Unito Spagna
Prodotti alimentari e bevande analcoliche 12,7% 12,9% 13,0% 11,0% 14,8% 9,2% 12,9%
Bevande alcoliche e tabacchi 3,2% 2,8% 2,4% 2,8% 2,3% 3,6% 2,6%
Abbigliamento e calzature 6,4% 6,3% 5,1% 5,9% 8,1% 7,8% 5,9%
Abitazione, acqua, elettricità e combustibili 20,1% 20,8% 22,9% 23,5% 18,3% 16,5% 15,8%
Mobili, articoli e servizi per la casa 6,6% 6,8% 6,3% 7,3% 7,9% 6,2% 5,9%
Servizi sanitari e spese per la salute 3,4% 4,0% 3,8% 4,6% 3,6% 1,5% 3,7%
Trasporti 13,4% 13,1% 14,0% 13,1% 13,6% 15,0% 11,7%
Comunicazioni 3,4% 3,6% 3,7% 3,6% 4,3% 2,6% 3,5%
Ricreazione, spettacoli e cultura 10,9% 9,9% 11,5% 10,9% 7,3% 15,4% 10,0%
Istruzione 0,9% 0,8% 0,7% 0,7% 0,8% 1,1% 1,3%
Servizi ricettivi e di ristorazione 8,5% 8,3% 5,9% 5,5% 9,5% 10,8% 16,8%
Altri beni e servizi 10,7% 10,8% 11,3% 11,3% 9,5% 10,7% 10,3%
Totale 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0%

Il modello evidenzia che il profilo dei consumi delle famiglie italiane presenta alcune specificità rispetto a quello degli altri principali paesi europei. Le spese per l'abitazione, l'abbigliamento e calzature e i consumi alimentari domestici si trovano in cima alla graduatoria dei dodici capitoli di spesa per grado di necessità. Le famiglie italiane si distinguono, soprattutto, per un grado di necessità delle spese dei trasporti relativamente inferiore rispetto ai paesi europei; inoltre, è attribuito un più elevato grado di necessità alle spese per la cura della persona, per i servizi assicurativi e finanziari.

Rispetto agli anni settanta, le spese per abbigliamento e calzature e le spese legate alla casa (compreso l'arredamento e i servizi per la casa) sono diventate voci di spesa più rilevanti per le famiglie italiane, guadagnando posizioni rispetto ad altre spese come quelle alimentari.

I modelli di consumo stanno, quindi evolvendo velocemente anche in relazione ai significativi cambiamenti della struttura socio-demografica italiana, tra i quali i più determinanti sono l'invecchiamento della popolazione e la crescita dei single e delle coppie con al massimo un figlio. Questi cambiamenti demografici stanno significativamente cambiando le abitudini di consumo degli italiani, rendendo l'individuazione di un profilo di consumo prevalente molto più complessa e difficilmente prevedibile.


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