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Politiche fiscali per la famiglia

22 novembre 2010

22 novembre 2010

Tatiana Oneta - Altroconsumo

Lo Stato sociale fonda le sue radici nella Costituzione: infatti, compito dello Stato è il sostegno alla famiglia e alla maternità, utilizzando le entrate generate da un sistema di tassazione progressivo, differenziato in base alla capacità contributiva del cittadino. Questi principi sono stati declinati nell'infinito avvicendarsi delle leggi fiscali, ma il risultato è stato spesso deludente o, peggio ancora, fallimentare nel rispettare l'equità impositiva.

Lo Stato Sociale fonda le sue radici nella Costituzione, infatti, compito dello Stato è il sostegno alla famiglia e alla maternità utilizzando le entrate generate da un sistema di tassazione progressivo, differenziato in base alla capacità contributiva del cittadino.
Questi principi sono stati declinati nell'infinito avvicendarsi delle leggi fiscali, ma il risultato è stato spesso deludente o peggio ancora fallimentare nel rispettare l'equità impositiva.
Questa scarsità di risorse destinate alla famiglia si riflette sulla disparità esistente tra quanto ogni contribuente versa al fisco e quanto gli viene restituito sottoforma di servizi pubblici.
Da un recente studio della Cgia di Mestre (associazione artigiani e piccole imprese) risulta che su ciascun italiano grava un peso tributario annuo (tra tasse, imposte e tributi) pari in media a 7.350 euro, mentre i francesi versano una media di 7.438 euro e i tedeschi circa 6.919 euro. Se gli importi sono abbastanza omogenei, il controvalore di servizi resi dai tre Stati non lo è per nulla. Infatti, La differenza, tra quanto ricevuto in termini di spesa pubblica per sanità, istruzione e sostegno sociale e quanto versato in termini di tasse, per i francesi è pari a 3.339 euro, per i tedeschi è di 2.251 euro, mentre agli italiani rimangono 664 euro pro capite.
Il sistema delle detrazioni per figli a carico non riesce nemmeno lontanamente o venire incontro alle esigenze quotidiane delle famiglie, soprattutto se il figlio è diversamente abile. Anche gli assegni al nucleo familiare, che in quanto prestazioni a sostegno del reddito, dovrebbero in qualche modo costituire un significativo apporto economico per le famiglie, non riescono a essere in linea con la realtà economica che i contribuenti affrontano quotidianamente.
Lo Stato ha introdotto moltissime possibilità di risparmio per le famiglie, sfruttabili tramite la dichiarazione dei redditi grazie al meccanismo delle detrazioni e deduzioni d'imposta. Tuttavia, questa grossa diversificazione su troppi fronti finisce per distribuire solo briciole e, di conseguenza, vanifica lo sforzo economico complessivo dello Stato che potrebbe essere indirizzato meglio tramite una riforma strutturale del sistema impositivo italiano, che nasca sulla base delle reali e primarie necessità che le famiglie italiane devono affrontare quotidianamente.


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