Il petrolio e la sfida della guerra in Iran
Nell'immediato, questo conflitto avrà un leggero impatto, dato che un quinto della produzione globale passa attraverso lo Stretto di Hormuz, ma va messo in prospettiva.
Nell'immediato, questo conflitto avrà un leggero impatto, dato che un quinto della produzione globale passa attraverso lo Stretto di Hormuz, ma va messo in prospettiva.
Settimana scorsa avevamo commentato le previsioni per il Brent (da 69 dollari nel 2025 a 58 nel 2026, fino a 53 nel 2027) dicendo in assenza di uno shock rilevante, questa tendenza limita il potenziale di crescita degli utili e […] delle quotazioni del settore, ma ora l’attacco all’Iran ha creato lo shock e il brent è salito a 80 dollari. In uno scenario in cui l'intera regione esplodesse, i prezzi potrebbero salire ancora. Nell'immediato, questo conflitto avrà un leggero impatto, dato che un quinto della produzione globale passa attraverso lo Stretto di Hormuz, ma va messo in prospettiva. Meno del 10% del petrolio che vi transita viene in Europa, mentre gli Usa sono autosufficienti. Cina, India, Corea del Sud e Giappone sono, in quest'ordine, i paesi verso cui è destinato questo petrolio. In caso di carenza, i primi due si rivolgeranno alla produzione russa. Gli altri due dovranno trovare alternative sui mercati globali. A lungo termine, la produzione degli altri membri dell'Opec aumenterà, mentre Venezuela, Guyana e Libia registreranno una forte crescita della loro produzione. Il mercato dovrebbe quindi rimanere ben fornito e non ci sono motivi di preoccupazione nel medio e lungo termine. Confermiamo quindi il consiglio di non investire nel settore, nonostante i venti di guerra.
E il gas?
La storia è più complessa per il gas naturale, con il prezzo del TTF salito da 32 a 39 dollari. Sebbene dominato dagli Usa, Russia, Iran e Qatar sono tra i principali produttori, ma i primi due sono soggetti a sanzioni occidentali, il terzo è coinvolto in questo conflitto senza alcuna colpa. Qui le alternative sono minori e l'infrastruttura necessaria per l'esportazione è più complessa da realizzare. Pertanto, in questo mercato è prevedibile un premio di rischio più elevato, come nei mercati azionari, ma è probabile che diminuisca a seconda di come si evolveranno gli eventi attuali.