Enel: nuovo piano strategico
Enel, nuovo piano strategico
Enel, nuovo piano strategico
Prezzo al momento dell'analisi (25/02/2026): 10,16 euro
Positiva l’accoglienza che il mercato ha riservato al nuovo piano strategico 2025-2028 di Enel (Isis IT0003128367), presentato in questi giorni. Il gruppo ha in previsione investimenti per 53 miliardi, il che significa 10 miliardi in più rispetto a quelli previsti nel piano strategico precedente. Di questi 53 miliardi, circa la metà saranno destinati allo sviluppo nelle reti, mentre l’altra metà sarà destinata alla nuova capacità produttiva, con un’attenzione particolare al settore delle energie rinnovabili (a cui saranno destinati 20 miliardi), un settore che avrà un peso sempre più consistente nella strategia globale del gruppo. Non a caso, parallelamente all’annuncio del piano, è arrivata anche l’autorizzazione dei vertici di gruppo a nuovi finanziamenti (che potranno essere obbligazioni o prestiti bancari, o più verosimilmente un mix delle due cose) per 12 miliardi da “concretizzare” entro marzo 2027. In parte questi finanziamenti serviranno a “rinnovare” prestiti in scadenza, in parte serviranno invece a finanziare la crescita e i nuovi investimenti. Tornando al piano triennale, l’elemento di crescita “dimensionale” quantificato dall’ammontare degli investimenti è solo uno degli aspetti interessanti emersi dalla presentazione della strategia. Un altro aspetto particolarmente significativo, infatti, è il cambio di rotta che si prospetta sul fronte del rapporto tra rischio e rendimento: con le nuove azioni strategiche, infatti, il gruppo dovrebbe diventare meno dipendente dagli alti e bassi delle materie prime e più basato su attività regolate, con flussi quindi più prevedibili. Nel piano, infatti, è previsto che il 90% dell’utile industriale (contro il 70-75% precedente) dovrebbe derivare da attività regolarizzate o contrattualizzate; a sua volta, questo mix più stabile dell’utile industriale dovrebbe supportare una crescita dell’utile netto nei dintorni del 6% annuo. Altro elemento che dovrebbe sostenere la redditività per gli azionisti è l’annuncio di un piano di riacquisto di azioni pari a 1 miliardo entro luglio 2026. Attenzione, però, nonostante in valore assoluto la cifra sia enorme, si tratta comunque di un 1,3% circa del capitale della società, pari a circa lo stesso importo di azioni proprie già detenute: considerato anche che questa tranche da 1 miliardo fa parte di un piano più ampio già comunicato, non si aspettiamo che questo elemento sposti in maniera determinante le sorti dell’azione. Infine, altra notizia arrivata in questi giorni riguarda un accordo per l’acquisizione di impianti eolici e solari negli Usa, con un impatto previsto sull’utile industriale di 195 milioni di euro: non una cifra determinante per il gruppo, ma la notizia è comunque importante. Primo, perché conferma che la strategia annunciata con il piano comincia già a concretizzarsi. Secondo, perché la scelta di investire in impianti già esistenti (in gergo, brownfield) è una buona notizia perché mitiga il rischio derivante da un mercato, quello Usa, che altri operatori stanno guardando con scetticismo a causa dell’incertezza sulle normative (che ha potenzialmente più impatti sui nuovi impianti, rispetto a quelli già esistenti). Considerato tutto lo scenario emerso dal piano, le stime di crescita sono coerenti con le nostre proiezioni sull’utile per azione (0,72 euro nel 2026, 0,74 euro nel 2027). Confermiamo valutazione e consiglio. Mantieni.