Philips e L'Oréal, ultime novità
Analisi azioni
Analisi azioni
Il 2025 è stato un anno impegnativo per Philips (26,32 euro), a causa dell'introduzione dei dazi Usa. Ciononostante, dopo diversi anni segnati dallo scandalo dei respiratori difettosi, nel 2025 ha realizzato i suoi primi utili dal 2021. Quanto alle vendite sono aumentate del 2% (senza cessioni/acquisizioni e effetti di cambio), trainate dalle solide performance dell’attività cura della persona (+8%). Per il 2026, malgrado i dazi Usa, il management prevede una crescita delle vendite tra il 3% e il 4,5% (senza cessioni/acquisizioni e effetti di cambio) e un miglioramento dei margini grazie a ulteriori incrementi di produttività. Per il periodo 2026-2028, il gruppo si aspetta una crescita media annua delle vendite di circa il 5% (senza cessioni/acquisizioni e effetti di cambio) e un continuo miglioramento della redditività. L’azione è correttamente valutata. Mantieni.
Nel 4° trimestre L’Oreal (397,10 euro) ha aumentato il fatturato del 6% (+6,6% in Europa e +8,6% in Nord America), ma in Cina ha registrato una crescita di appena lo 0,6% (contro il 4,7% del trimestre precedente), a causa delle vendite duty-free (aeroporti, compagnie aeree, …) sotto pressione. Se guardiamo a tutto il 2025, l'utile per azione è diminuito del 4,5%, attestandosi a 11,44 euro. Il bilancio rimane comunque solido (debito in calo) e consentirà al gruppo di finanziare due operazioni strategiche nel 2026: l'acquisizione per 4 miliardi di euro della divisione beauty di Kering (che rafforzerà la sua posizione nel lusso e la profumeria) e l'aumento al 20% della sua partecipazione nella svizzera Galderma (per rafforzarsi nella dermatologia). Per il 2026 L'Oréal punta così a una crescita organica superiore a quella del suo settore, trainata da una graduale ripresa in Cina, da solide performance in Europa e Nord America e dal settore del lusso. Il titolo è, secondo noi, sopravvalutato. Vendi.