Sanremo al via: dietro le canzoni, il nuovo volto economico della musica
Mercato musicale: interessante investirvi?
Mercato musicale: interessante investirvi?
Il Festival di Sanremo è appena iniziato
Le luci del Teatro Ariston si sono riaccese, le prime esibizioni hanno già acceso il dibattito e milioni di spettatori seguono l’evento che, da oltre settant’anni, rappresenta il momento più visibile della musica italiana. Ma se il Festival resta una grande vetrina mediatica del settore, l’economia che oggi sostiene artisti e case discografiche si gioca sempre più altrove: sui palchi dei concerti e nelle tournée che vengono dopo le esibizioni.
È lì che l’interesse si trasforma in ricavo, non solo in Italia, ma in tutto il mondo, ed è su questa trasformazione che si fonda il modello economico contemporaneo della musica.
Negli ultimi anni il settore musicale ha vissuto una trasformazione profonda, che ha cambiato il modo in cui si genera valore. Se per decenni il cuore dell’attività economica era rappresentato dalla vendita di dischi – prima fisici, poi digitali – oggi il centro del sistema si è spostato in modo evidente verso i concerti e gli spettacoli dal vivo.
La musica registrata continua a crescere a livello globale. Secondo il Global Music Report 2025 dell’IFPI (la Federazione internazionale dell’industria fonografica, che rappresenta le principali case discografiche nel mondo), nel 2024 i ricavi della musica registrata hanno raggiunto circa 29,6 miliardi di dollari, con una crescita del 4,8% rispetto all’anno precedente. La diffusione in streaming rappresenta oggi il 69% del mercato mondiale, superando i 20 miliardi di dollari. È un dato significativo: la musica non è mai stata così accessibile e diffusa. Tuttavia, proprio questa ampia accessibilità ha modificato il modello economico. I ricavi per singolo ascolto sono contenuti e richiedono volumi molto elevati per generare entrate rilevanti. Per molti artisti, quindi, le piattaforme digitali sono soprattutto uno strumento di visibilità e di costruzione del pubblico.
Il vero salto di dimensione si osserva invece negli spettacoli dal vivo. Nel 2024 i 100 tour più importanti al mondo hanno generato circa 9,5 miliardi di dollari di incassi, confermando livelli record per il secondo anno consecutivo. Anche il prezzo medio dei biglietti per i grandi eventi internazionali ha superato i 120 dollari, segno di una crescente disponibilità del pubblico a investire nell’esperienza dal vivo. Il concerto è percepito come un momento unico, non riproducibile attraverso i canali digitali, e proprio questa caratteristica lo rende economicamente centrale.
Le prime stime sul 2025 confermano la tendenza: il mercato mondiale della musica dal vivo viene valutato tra 34 e 40 miliardi di dollari, con prospettive di crescita pluriennale a ritmi medi annui compresi tra il 7% e l’8%. Le principali società del settore continuano a registrare un aumento sia del numero di spettatori sia del valore medio dei biglietti, a dimostrazione di una domanda strutturalmente solida.
Anche l’Italia riflette questa evoluzione. Secondo il Rapporto SIAE 2024, i concerti hanno superato i 65 mila spettacoli (+6,3%), con circa 29 milioni di spettatori e una spesa complessiva prossima al miliardo di euro. Sul fronte discografico, i dati FIMI indicano per il primo semestre 2025 una crescita del mercato italiano di circa +9,7%, trainata quasi interamente dalla diffusione in streaming, che rappresenta oltre l’80% dei ricavi. Il quadro è chiaro: la musica si ascolta prevalentemente online, ma il valore economico più consistente si concentra sempre più nell’esperienza dal vivo.

Fonte, FIMI.
Questa evoluzione ha modificato l’equilibrio dell’intero sistema musicale. I concerti non sono più soltanto uno strumento promozionale per sostenere le vendite discografiche; sono diventati il principale canale di reddito per molti artisti e un pilastro strategico per le grandi società del comparto. Attorno agli spettacoli dal vivo si sviluppano ulteriori fonti di ricavo: prodotti ufficiali, sponsorizzazioni, diritti audiovisivi e servizi aggiuntivi.
Si è così affermato un modello più integrato: i grandi operatori tendono a controllare non solo la promozione degli eventi, ma anche la vendita dei biglietti, la gestione degli spazi e, talvolta, l’attività di rappresentanza degli artisti. L’obiettivo è presidiare l’intera filiera e intercettare valore in ogni fase, dall’annuncio del tour fino alla conclusione dell’evento.
In sintesi, la musica registrata oggi costruisce notorietà e pubblico; il concerto trasforma quell’interesse in ricavo. In un’epoca in cui l’ascolto digitale è illimitato e a costo marginale ridotto, l’esperienza dal vivo rappresenta l’elemento distintivo, capace di generare valore economico e coinvolgimento emotivo. È su questa dinamica che si innesta l’analisi delle principali società quotate del settore, protagoniste di un mercato in continua evoluzione.
Se il concerto è diventato il fulcro economico del sistema musicale, è naturale osservare più da vicino le società che ne presidiano l’organizzazione e la gestione. Il mercato globale dei grandi spettacoli dal vivo è oggi dominato da pochi operatori di dimensione internazionale, capaci di integrare promozione, vendita dei biglietti e, in alcuni casi, gestione degli artisti.
La realtà più rappresentativa è Live Nation Entertainment quotata a New York e considerata il leader mondiale del settore. Il gruppo non si limita a organizzare concerti, ma controlla anche la principale piattaforma di vendita di biglietti, Ticketmaster, e sviluppa attività di sponsorizzazione e servizi collegati ai tour. Nel 2025 Live Nation ha registrato ricavi per circa 24,6 miliardi di dollari, in crescita di oltre il 5% rispetto all’anno precedente, con una presenza che ha superato i 159 milioni di spettatori distribuiti su migliaia di eventi in decine di paesi. La dimensione globale e la capacità di concentrare grandi tournée internazionali spiegano la sua posizione dominante.
In Europa il principale concorrente è la tedesca CTS Eventim, quotata a Francoforte. Il gruppo è uno dei maggiori operatori europei nella vendita di biglietti e nell’organizzazione di spettacoli dal vivo, con una presenza significativa anche in Italia. Nei primi nove mesi del 2025 ha riportato ricavi consolidati superiori a 2 miliardi di euro, con una crescita intorno al 6% su base annua e un margine operativo in miglioramento. Anche in questo caso, la combinazione tra gestione degli eventi e controllo dei canali di vendita rappresenta un elemento chiave di redditività.
Accanto ai grandi promotori operano società focalizzate sulla gestione di spazi e strutture per eventi. Madison Square Garden Entertainment, quotata negli Stati Uniti, gestisce alcune delle sale più celebri al mondo, come il Madison Square Garden e il Radio City Music Hall. Il suo modello economico ruota attorno alla valorizzazione di spazi concerti molto famosi, capaci di attrarre spettacoli e produzioni di alto profilo.
Dalla stessa area è nata Sphere Entertainment, società che controlla la “Sphere” di Las Vegas, un’arena tecnologicamente avanzata pensata per eventi immersivi. Nel 2025 Sphere ha registrato ricavi superiori a 1,2 miliardi di dollari, con un marcato miglioramento della redditività operativa rispetto all’anno precedente, a testimonianza dell’interesse del pubblico per format innovativi.
Un ruolo crescente è svolto anche dalle piattaforme di intermediazione nella vendita dei biglietti. Vivid Seats quotata al Nasdaq, opera come mercato digitale per concerti ed eventi sportivi. Negli ultimi esercizi ha superato i 700 milioni di dollari di ricavi annui, beneficiando dell’aumento dei prezzi medi e della vivacità del mercato secondario. Analogamente, Eventbrite si concentra su eventi di dimensione più contenuta, offrendo strumenti di organizzazione e vendita per manifestazioni locali e culturali.
Vi sono poi gruppi musicali integrati, come Warner Music Group, Universal Music Group e Tencent Music Entertainment, che pur essendo principalmente attivi nella produzione e distribuzione musicale partecipano anche all’organizzazione di tournée e alla gestione diretta degli artisti. In questi casi, l’integrazione tra musica registrata e spettacoli dal vivo consente di presidiare più fasi della catena del valore.
Nonostante la centralità economica dei concerti, il numero di società “pure” quotate dedicate esclusivamente alla promozione di spettacoli rimane limitato. Le ragioni sono strutturali: il settore è caratterizzato da forte volatilità, legata al successo degli artisti e al calendario delle tournée; richiede dimensioni molto ampie per assorbire i costi organizzativi e logistici; ed è spesso dominato da operatori privati o controllati da fondi di investimento. In un mercato in cui la scala è decisiva, la concentrazione è quindi una conseguenza naturale.
Il quadro che emerge è quello di un comparto dinamico, in crescita e sempre più integrato, in cui il concerto non è più un’attività accessoria ma il cuore economico dell’intero sistema musicale. È su questo terreno che si gioca la competizione tra le principali società quotate del settore.
Abbiamo reso in considerazione tutte le società di cui ti abbiamo parlato in precedenza nel testo, che operano nel settore musicale. Come puoi vedere dalla tabella, nessuna di queste, confrontata con il settore, spicca particolarmente oggi come esempio di convenienza. Per il momento non ti consigliamo di scegliere un singolo titolo per puntare sul settore, la cui evoluzione futura, però, è potenzialmente interessante, con una crescita trainata dallo streaming e dagli eventi dal vivo.
Esiste, però, un Etf il MUSQ Global Music Industry Index (26,87 Usd; Isin US3015054832), che investe su diverse società del settore (come Universal, Live Nation, CTS Eventim che rappresentano, rispettivamente la prima, la seconda e la quarta posta per percentuale investita) e ti permette di investire sul futuro della musica senza concentrarti troppo su un singolo titolo. Attenzione: l’Etf non è armonizzato, pertanto, se lo acquisti, dovrai occuparti in prima persona della parte fiscale (puoi usufruire per questo dell’aiuto di BonusX).