La settimana delle Borse: settore tecnologico protagonista
settimana delle borse 1643
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Prosegue la stagione della pubblicazione dei risultati societari, che si sta pian piano spostando dagli Usa all’Europa (anche se nei prossimi giorni ci saranno ancora importanti appuntamenti anche oltreoceano, in primis con Nvidia). Ma a scuotere i mercati è stata ancora una volta la questione dazi, con la Corte Suprema Usa che ha “smantellato” l’impostazione della Casa Bianca e quest’ultima che ha controrisposto con l’annuncio di dazio unico per tutti, inizialmente fissato al 10%, poi rapidamente rivisto al 15%. Questo nuovo capitolo porta soprattutto ulteriore incertezza. Gli investimenti promessi sul suolo americano si concretizzeranno? Saranno redditizi se la produzione americana dovesse lasciar spazio a una concorrenza asiatica più agguerrita? Per il momento, comunque, complici anche le notizie societarie, i listini hanno chiuso la settimana in positivo sia negli Usa (+1,1% l’indice S&P500, +1,5% il Nasdaq) sia nell’eurozona +2,4%.
Vista la sua vocazione internazionale e il predominio di colossi mondiali, tra i settori che hanno seguito più da vicino le vicende legate ai dazi c’è quello tecnologico, basato da un lato su catene globali di fornitura e importazioni di componenti, e dall’altro da una predominanza dell’export come mercato di vendita. Ma a fare scalpore sono state anche le notizie sul ridimensionamento dell’intesa tra OpenAI e Nvidia (189,82 Usd, Isin US67066G1040). Quest’ultima sarebbe prossima a chiudere un investimento da 30 miliardi di dollari in OpenAI, in sostituzione dell’impegno pluriennale da 100 miliardi annunciato a settembre. Quella di settembre, d’altronde, era un’intesa annunciata ma mai formalizzata, e il ridimensionamento attuale è un segnale che va al di là della cifra: si torna nell’ottica di un investimento azionario certo rilevante ma senza legarsi a doppio filo verso un unico partner. Il che, nel clima di incertezza sulla potenziale crescita del settore, avrebbe rappresentato un rischio. E infatti, la notizia è stata accolta con un +3,8% settimanale per Nvidia: limitati, comunque, a mantenere. Restando nel settore, e a ulteriore conferma del fatto che le incognite nel comparto non invitano a concentrare troppo gli investimenti, c’è la vendita di una quota consistente di azioni Amazon da parte della Berkshire Hathaway di Warren Buffett, che al contempo ha fatto il suo ingresso nel capitale del più “tradizionale” New York Times. Non è, comunque, di un’uscita totale: la Berkshire mantiene circa 2,3 milioni di azioni Amazon (prima erano 10). Non modifichiamo il consiglio sull’azione (210,11 Usd, Isin US0231351067, +5,7% questa settimana): il titolo resta all’acquisto, ma a maggior ragione vale il consiglio sulla diversificazione che ti diamo da sempre.
Leggermente superiori alle attese i dati 2025/26 di Walmart (122,99 Usd, Isin US9311421039) con un +5,2% per l’utile, ma le previsioni per il 26/27 sono molto prudenti. Una dicotomia a cui il mercato ha reagito con un -8,1%, a conferma che i buoni risultati passati non bastano a sostenere un’azione se la visibilità sul futuro non è altrettanto soddisfacente. Limitati a mantenere.