Unipol chiude il 2025 in forte crescita e con una trasformazione del modello di crescita
Risultati Unipol
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Nel 2025 Unipol ha registrato risultati molto positivi, con un utile netto in crescita di circa il 36–37% rispetto al 2024, superando 1,5 miliardi di euro. Si tratta di un incremento significativo, che segnala una forte capacità del gruppo di generare valore anche in un contesto economico complesso. Tuttavia, per comprendere davvero la solidità di questi risultati, è importante analizzare da dove proviene questa crescita e quanto sia sostenibile nel tempo.
Il contributo più strutturale è arrivato dal comparto assicurativo, in particolare dal segmento Danni (auto e altre coperture non vita). La raccolta premi in quest’area è cresciuta in modo moderato ma costante (circa +4% nel ramo auto, con andamento positivo anche nei rami Non-Motor). Ancora più significativo è il fatto che il combined ratio - vedi più avanti nel testo per la spiegazione - si sia mantenuto sotto il 94%, un livello considerato molto solido nel settore.
Il combined ratio è un indicatore che misura l’equilibrio tra quanto una compagnia assicurativa incassa dai premi e quanto spende per risarcimenti e costi di gestione. Se è sotto il 100%, significa che l’attività assicurativa genera un margine tecnico. Nel caso di un valore intorno al 94%, vuol dire che per ogni 100 euro incassati in premi, la compagnia ne spende 94 per sinistri e costi, trattenendo circa 6 euro di margine. È quindi un segnale concreto di buona gestione e disciplina tecnica, indipendentemente dai risultati finanziari.
Molto rilevante è stata anche il risultato del segmento Vita, che nei primi nove mesi dell’anno ha registrato una crescita della raccolta superiore al 15–18%. Questo risultato è stato favorito dal contesto di tassi di interesse più elevati, che ha reso più attrattive alcune tipologie di polizze e ha migliorato il rendimento degli investimenti. Il portafoglio finanziario del gruppo ha generato un rendimento complessivo intorno al 5%, contribuendo in modo significativo alla crescita dell’utile. Tuttavia, questa componente è in parte legata all’andamento dei mercati finanziari e potrebbe ridimensionarsi in uno scenario di tassi in calo.
Un ulteriore contributo è arrivato dalle partecipazioni bancarie, che hanno rafforzato il risultato complessivo del gruppo. Questa diversificazione amplia le fonti di reddito, ma rende anche il gruppo più esposto all’andamento del settore bancario e al ciclo economico.
Un’area con prospettive particolarmente interessanti è quella della salute. Le coperture sanitarie integrative hanno mostrato una crescita a doppia cifra (oltre +10–12% nei principali periodi dell’anno), sostenute dalla crescente domanda di welfare aziendale e dalla pressione sul sistema sanitario pubblico. Questo segmento rappresenta un potenziale motore di crescita strutturale, soprattutto se integrato con servizi digitali, prevenzione e soluzioni innovative per imprese e famiglie.
Per il 2026, il contesto macroeconomico sarà un elemento chiave. Se i tassi di interesse dovessero stabilizzarsi o iniziare a scendere gradualmente, il contributo del comparto Vita e dei rendimenti finanziari potrebbe normalizzarsi rispetto ai livelli particolarmente favorevoli del 2025. Questo non significa necessariamente un peggioramento dei risultati, ma una possibile riduzione dell’effetto positivo legato al contesto finanziario.
Al contrario, il comparto Danni potrebbe continuare a offrire stabilità, soprattutto se il gruppo manterrà la disciplina tecnica e la capacità di adeguare i prezzi all’andamento dei costi dei sinistri. In uno scenario di inflazione più contenuta, il controllo dei costi potrebbe tradursi in una redditività ancora più solida.
La vera leva strategica per il 2026 potrebbe essere la crescita nel segmento Salute e l’evoluzione dei servizi collegati, oltre al rafforzamento delle sinergie tra assicurazione e partecipazioni bancarie. Se Unipol riuscirà a sviluppare ulteriormente integrazione, innovazione digitale ed efficienza operativa, potrà trasformare il forte risultato del 2025 in una base stabile per i prossimi anni.
Nel complesso, i risultati 2025 mostrano un gruppo in buona salute: utile in forte crescita, solidità tecnica nel ramo Danni, espansione significativa nel Vita e nella Salute, rendimento finanziario superiore al 5% e proposta di dividendo in aumento (circa 1,12 euro per azione, in crescita rispetto all’anno precedente).
Per un potenziale azionista, il quadro è positivo ma richiede uno sguardo attento al futuro. Il 2026 sarà un anno importante per capire quanto la crescita registrata nel 2025 sia strutturale e quanto dipenda da condizioni di mercato favorevoli. Se il gruppo saprà consolidare i punti di forza industriali e continuare a innovare, potrà rafforzare ulteriormente la propria posizione e la capacità di generare valore nel medio periodo.
Abbiamo rivisto le nostre stime sul titolo: a questi prezzi e con le prospettive attuali è correttamente valutato. Mantieni.