Azioni Accenture e Nvidia: analisi risultati e outlook AI 2025-2027
Analisi azioni
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Accenture e Nvidia si trovano entrambe al centro delle trasformazioni legate all'intelligenza artificiale, ma con dinamiche molto diverse. Accenture conferma una crescita solida nonostante un contesto macroeconomico complesso; Nvidia segnala invece un cambiamento strutturale nella domanda di chip per l'AI, che apre una nuova fase per l'intero settore tecnologico.
Accenture (199,99 USD; ISIN IE00B4BNMY34) ha pubblicato risultati in linea con le attese per il secondo trimestre dell'esercizio 2025/26 (anno fiscale con chiusura al 31 agosto). In un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente, e da timori legati all'impatto dell'intelligenza artificiale su alcuni settori, il gruppo ha mostrato una buona resilienza operativa.
Il fatturato è cresciuto dell'8%, mentre l'utile per azione ha registrato un aumento del 4% su base comparabile. L'attività commerciale resta solida: i nuovi contratti hanno raggiunto un livello record, con una crescita del 6% su base annua.
Per rassicurare clienti e investitori, Accenture ha ribadito il rafforzamento delle proprie competenze nell'intelligenza artificiale, anche grazie ad acquisizioni mirate effettuate negli ultimi anni. Il management ha inoltre leggermente rivisto al rialzo gli obiettivi per l'intero esercizio 2025/26:
Le stime sull'utile per azione restano confermate a 13,1 USD per il 2025/26 e a 14,5 USD per il 2026/27.
Dal punto di vista della valutazione, il titolo Accenture ha subito un forte calo nell'ultimo anno (-37%) e quota oggi a circa 15 volte gli utili attesi per il 2025/26 — un rapporto prezzo/utili (P/E) ai minimi degli ultimi dieci anni. Una valutazione che appare contenuta rispetto ai fondamentali del gruppo, e che potrebbe rappresentare un'opportunità per gli investitori con un orizzonte di medio-lungo periodo. [→ Scopri come valutare un'azione con il nostro strumento]
Nvidia (172,7 USD; ISIN US67066G1040) ha evidenziato, durante la conferenza annuale per gli sviluppatori, un cambiamento strutturale nella domanda di chip per l'intelligenza artificiale.
Il mercato sta progressivamente passando dalla fase di addestramento dei modelli AI — storicamente dominata dai chip grafici ad alte prestazioni di Nvidia — alla fase di inferenza, ovvero l'utilizzo su larga scala dei modelli già addestrati. Questa transizione richiede processori meno avanzati e introduce una concorrenza più intensa da parte di altri produttori.
Per rafforzare la propria posizione nel mercato dell'inferenza, Nvidia farà leva sui nuovi chip sviluppati da Groq, startup acquisita a fine dicembre proprio con questo obiettivo strategico.
Il management resta ottimista sulle prospettive di crescita: Nvidia ha indicato un potenziale fatturato di 1.000 miliardi di dollari per i chip AI delle famiglie Blackwell e Rubin entro il 2027, rispetto ai 216 miliardi di dollari registrati nell'esercizio 2025/26.
Un ulteriore elemento di supporto potrebbe arrivare dalla ripresa delle vendite dei chip H200 in Cina, considerata imminente dal management.
Le previsioni sull’utile per azione restano invariate, ossia 8 USD per il 2026/27 e 10,50 USD per il 2027/28, e anche in nostro ocnsiglio sul titolo è confermato: mantieni.