BasicNet e BCP: risultati 2025 tra crescita delle royalties e boom del trading
Analisi azioni
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I conti 2025 di BasicNet e BCP offrono indicazioni interessanti per gli investitori. BasicNet continua a espandere le vendite dei propri marchi e a rafforzare gli investimenti in marketing e comunicazione, ma la maggiore spesa pesa sulla redditività nel breve periodo. BCP, invece, beneficia del buon andamento dei mercati finanziari e di un forte recupero delle attività di trading, con un miglioramento dell’utile per azione.
Nel 2025 BasicNet (6,28 euro) ha registrato una crescita delle vendite dei marchi del 4%, mentre il fatturato è salito dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Il principale contributo alla crescita è arrivato dalle royalties, aumentate dell’8,9%, confermando la solidità del modello di business del gruppo torinese basato sulla valorizzazione e sulla diffusione globale dei propri brand.
Nonostante il miglioramento dei ricavi, la redditività industriale ha registrato un rallentamento. L’utile industriale, prima della contabilizzazione dei costi pluriennali, è sceso dell’11,5%. Il calo è legato soprattutto alla scelta della società di rafforzare gli investimenti in sponsorizzazioni, comunicazione e risorse umane, con l’obiettivo di sostenere la crescita dei marchi nel medio-lungo periodo.
Il mercato ha reagito con cautela a questa strategia. Nel mese di febbraio il titolo BasicNet ha registrato un calo, segno che gli investitori temono un impatto sulla redditività nel breve termine.
Alla luce di questi risultati abbiamo rivisto al ribasso le stime sull’utile per azione, che ora prevediamo a 0,5 euro nel 2026 e 0,6 euro nel 2027.
Nonostante il taglio delle previsioni, la strategia del gruppo continua a sembrarci credibile. Il modello basato sui brand richiede infatti investimenti costanti in marketing e visibilità internazionale: scelte che possono comprimere i margini nel breve periodo ma che puntano a rafforzare il valore dei marchi nel lungo termine. Acquista il titolo.
Nel 2025 BCP (0,81 euro) ha registrato risultati positivi. L’utile per azione, tenendo conto degli acquisti di azioni proprie, è salito a 0,068 euro, con un incremento del 13,6% rispetto all’anno precedente, un dato in linea con le nostre stime.
Nel business bancario tradizionale la crescita è stata moderata ma costante:
il margine d’interesse netto è aumentato del 2,4%,
le commissioni sono cresciute del 4,3%.
Il contributo più rilevante è arrivato però dalle attività di trading, che hanno generato un risultato di 105,6 milioni di euro, contro appena 5 milioni nel 2024.
Questo forte miglioramento è stato favorito dal buon andamento dei mercati finanziari, ma anche dalla riduzione dei costi legali. In particolare, la banca ha raggiunto accordi extragiudiziari relativi ai mutui in franchi svizzeri concessi in Polonia nel 2008, una questione che negli anni precedenti aveva pesato sui conti del gruppo.
Nel complesso, i risultati mostrano una banca che beneficia sempre più della diversificazione delle fonti di ricavo, con un contributo crescente delle attività di mercato accanto al tradizionale business bancario. Confermiamo il nostro consiglio: mantieni.