Diasorin azioni: analisi dei risultati 2025 e previsioni 2026
Analisi azioni
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Diasorin (63,76 euro; codice Isin IT0003492391) ha chiuso il 2025 con ricavi totali pari a 1.195 milioni di euro, in crescita del 4% a cambi costanti rispetto al 2024. Escludendo il business COVID — ormai residuale a 13 milioni di euro (-49%) — la crescita si attesta al 5%. L'EBITDA rettificato è stato pari a 394 milioni di euro (margine del 33%), stabile rispetto all'anno precedente.
Il dato che ha pesato sulle azioni Diasorin è l'utile netto, sceso a 150 milioni di euro dai 187 milioni del 2024 (-20%), per effetto degli oneri non ricorrenti legati alla ristrutturazione in Cina (circa 20 milioni già contabilizzati nel 2025). Nel momento in cui scriviamo, l'azione è a 56,96 euro (-1,6% rispetto al prezzo di chiusura di venerdì 20 marzo).
L'immunodiagnostica (ex-COVID) resta il motore principale con 821 milioni di euro (+7% a cambi costanti), trainata dai test CLIA in USA e in Europa. La diagnostica molecolare si è fermata a 196 milioni di euro, stabile: la crescita di Verigene I e LIAISON PLEX ha compensato il calo dei test respiratori e la dismissione della piattaforma Aries. Le Licensed Technologies hanno contribuito per 165 milioni di euro, senza variazioni rilevanti.
Il Nord America ha messo a segno una crescita del 7% a cambi costanti grazie alla strategia ospedaliera nell'immunodiagnostica. La Cina, invece, ha frenato a causa della regolamentazione Volume-Based Procurement (VBP), che ha compresso prezzi e volumi. In risposta, Diasorin ha avviato nel quarto trimestre 2025 una riorganizzazione delle attività cinesi, con risparmi attesi di circa 6 milioni di euro annui e costi non ricorrenti massimi di 22 milioni. Completamento previsto entro fine 2026.
Sul fronte delle approvazioni regolamentari, la FDA ha dato il via libera alla piattaforma point-of-care LIAISON NES e a nuovi pannelli diagnostici su LIAISON PLEX. Il consiglio di amministrazione ha inoltre avviato un programma di acquisto di azioni proprie fino a 250 milioni di euro (massimo 4,5 milioni di azioni, pari all'8,04% del capitale). Complessivamente, la società detiene 4.788.381 azioni proprie, pari all’8,56% del capitale.
Per il 2026, il management stima una crescita dei ricavi tra il 5% e il 6% a cambi costanti e un margine EBITDA adjusted tra il 32% e il 33%. L'andamento sarà però disomogeneo: primo trimestre atteso in calo a una cifra bassa, con una ripresa nella seconda parte dell'anno. I rischi principali includono il rallentamento della domanda in Europa, una partenza debole negli USA anche per fattori climatici e l'incognita della stagione respiratoria 2026 per il successo dei nuovi prodotti.
Alla luce delle indicazioni del management, abbiamo rivisto le stime: utile netto per azione atteso a 4 euro nel 2026 (da 4,5 euro) e a 5 euro nel 2027 (da 5,2 euro). Il consiglio sul titolo è confermato: mantieni.