Generali, Poste Italiane e CIR: risultati 2025 a confronto
Analisi azioni
Analisi azioni
I risultati 2025 di Generali, Poste Italiane e CIR offrono un quadro articolato del mercato azionario italiano. In un contesto macroeconomico ancora incerto, emergono differenze significative in termini di crescita dei ricavi, redditività operativa e remunerazione degli azionisti tramite dividendi.
Generali (34,67 euro) chiude il 2025 con risultati complessivamente positivi. I premi lordi complessivi raggiungono 98,1 miliardi di euro, in crescita del 3,6% rispetto all'anno precedente.
A trainare la performance è il ramo Danni, con un incremento del 7,6%, mentre il segmento Vita cresce in modo più contenuto (+1,4%). Questa dinamica conferma la maggiore resilienza del business assicurativo legato alla gestione dei rischi rispetto a quello più esposto alle condizioni dei mercati finanziari.
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, Generali proporrà un dividendo di 1,64 euro per azione, accompagnato da un programma di buyback da 500 milioni di euro — un segnale chiaro di solidità patrimoniale e attenzione alla creazione di valore. Il nostro consiglio sul titolo è confermato, mantieni il titolo.
Poste Italiane (21,73 euro) conferma nel 2025 le indicazioni preliminari con un fatturato in crescita del 4% su base annua. Il segmento più dinamico è quello dei servizi assicurativi, che segna un +11,3%, pur rappresentando poco più di un decimo dei ricavi complessivi.
Il contributo principale ai ricavi arriva da corrispondenza, pacchi e distribuzione (circa un terzo del totale, +2,7%), seguito dai servizi finanziari (+2,9%) e da Postepay (+5,1%).
Proprio su quest'ultimo fronte si concentra la principale novità strategica: il gruppo ha approvato una scissione parziale di Postepay per creare un polo integrato tra pagamenti e servizi finanziari.
Dal punto di vista della redditività, la crescita dei ricavi ha generato un aumento del 10% sia del risultato operativo sia dell'utile netto, che si attesta a 2,2 miliardi di euro (pari a 1,7 euro per azione, leggermente sopra le attese).
Aumenta, così, anche il dividendo, fissato a 1,25 euro per azione (di cui 0,4 già distribuiti con un acconto). Tenendo conto di queste indicazioni, abbiamo alzato le nostre stime sull’utile 2026 e 2027 rispettivamente a 1,86 e 1,93 euro per azione.
Alla luce di questi risultati, le stime sugli utili per azione sono state riviste al rialzo: 1,86 euro per il 2026 e 1,93 euro per il 2027. Anche con questo ritocco alle stime, tuttavia, il titolo rimane correttamente valutato; confermiamo, perciò, il nostro consiglio.
CIR (0,66 euro) chiude il 2025 con risultati operativi solidi, ma con dinamiche finanziarie più complesse. I ricavi consolidati si attestano a 1,8 miliardi di euro, in lieve calo dell'1,1% rispetto al 2024, ma in crescita del 2% a perimetro equivalente e a cambi costanti.
La redditività operativa migliora: l'EBITDA sale a 274,1 milioni di euro (+0,7%). Tuttavia, l'utile netto scende a 0,03 euro per azione (da 0,12 euro nel 2024), penalizzato dal minor contributo della gestione finanziaria — nel 2024 i rendimenti erano stati eccezionalmente elevati — e dalla svalutazione del dollaro, che ha compresso il rendimento del portafoglio finanziario della capogruppo al 4%.
Tra le controllate, KOS mostra crescita dei ricavi e miglioramento della redditività, mentre Sogefi risente della debolezza del mercato automotive europeo e di oneri non ricorrenti. La posizione finanziaria netta consolidata resta comunque positiva, a 220,4 milioni di euro.
Sul fronte delle decisioni societarie, il consiglio di amministrazione ha scelto di non distribuire dividendi e di avviare un'offerta pubblica di acquisto volontaria (OPA) su azioni proprie a 0,68 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 34 milioni di euro. Se hai ancora in portafoglio queste azioni, approfitta dell’offerta per venderle.
Per il 2026 le attese indicano un utile stabile a 0,03 euro per azione, con una lieve crescita prevista nel 2027 (0,04 euro). Il consiglio, vendi, resta confermato.