Roche, Agfa-Gevaert e Van de Velde: novità, risultati e consigli sui titoli
Analisi azioni
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Roche (323,9 chf), Agfa-Gevaert (0,47 euro) e Van de Velde (30,05 euro) sono tre titoli europei con storie molto diverse, tra operazioni sul capitale, risultati finanziari sotto pressione e dividendi da valutare. Roche ha completato la conversione dei Buoni di godimento in Certificati di partecipazione, un'operazione tecnica che non cambia nulla per chi detiene il titolo. Agfa-Gevaert chiude invece il 2025 in perdita, con un profilo rischio/rendimento che sconsiglia l'acquisto. Van de Velde registra un calo dei risultati ma mantiene il dividendo stabile a 2,4 euro per azione. In questa analisi trovi i dettagli sui risultati 2025 e le nostre raccomandazioni aggiornate su tutti e tre i titoli.
La conversione è avvenuta automaticamente con un rapporto di 1 a 1: i vecchi Buoni di godimento Roche (Genussscheine) sono stati sostituiti dai nuovi Certificati di partecipazione (Partizipationsscheine), identificati dall'ISIN CH1499059983. Per gli investitori non cambia nulla dal punto di vista operativo: i nuovi strumenti mantengono le stesse caratteristiche economiche dei precedenti, con diritto al dividendo ma senza diritto di voto.
Si tratta di un'operazione puramente tecnica, che non modifica il valore dell'investimento né i diritti patrimoniali degli azionisti.
Confermiamo la preferenza per i Certificati di partecipazione Roche rispetto alle azioni ordinarie con diritto di voto. Le ragioni sono tre: stesso dividendo delle azioni ordinarie, prezzo generalmente più contenuto e maggiore liquidità sul mercato. La struttura di controllo del gruppo — saldamente nelle mani delle famiglie fondatrici — rende inoltre il diritto di voto poco rilevante per l'investitore retail. L'unica verifica necessaria è controllare che la propria banca abbia correttamente registrato la conversione nel conto titoli.
Dopo un 2025 solido, Roche guarda al 2026 con prudenza: sono infatti attesi numerosi risultati clinici, che finora hanno avuto esiti contrastanti. Se il suo farmaco anti-obesità CT-388 si avvia verso una promettente fase finale di sperimentazione, il giredestrant, in combinazione con l’Ibrance di Pfizer, ha deluso per il trattamento del cancro al seno. In ogni caso, entro il 2029, il gruppo conta di lanciare altri 10 nuovi farmaci, che si affiancheranno a farmaci come il Phesgo, Hemlibra e Vabysmo che stanno già sostenendo la crescita del gruppo (+9% senza effetti di cambio le vendite nella divisione farmaceutica nel 2025). Il consiglio è confermato: acquista il titolo.
I risultati 2025 di Agfa-Gevaert confermano una situazione finanziaria fragile. Nel quarto trimestre il gruppo ha registrato un calo delle vendite del 5,9%, in linea con una dinamica commerciale debole che si trascina ormai da diversi esercizi.
Sul fronte della redditività, i numeri sono stati leggermente migliori delle attese grazie alla divisione stampa digitale e prodotti chimici, unica area in crescita sia nel trimestre sia sull'intero esercizio. Tuttavia, questo miglioramento non è sufficiente a compensare le criticità strutturali del gruppo.
I dati chiave del bilancio 2025 di Agfa-Gevaert:
Il gruppo continua a bruciare cassa, generando meno liquidità di quanta ne consumi. In assenza di segnali concreti di inversione del trend operativo, il profilo rischio/rendimento del titolo Agfa-Gevaert resta sfavorevole.
Non ci sono al momento elementi sufficienti per giustificare la detenzione del titolo. La nostra raccomandazione è vendere.
Van de Velde chiude il 2025 con risultati in rallentamento, ma senza segnali di deterioramento strutturale. I numeri dell'esercizio mostrano un calo del fatturato del 2% — per il secondo anno consecutivo — e una riduzione dell'utile industriale dell'11,2%, penalizzato dall'aumento del costo del lavoro.
Il calo più marcato riguarda l'utile netto, sceso del 44,3%, influenzato anche da una svalutazione parziale della partecipazione in Top Form, partner produttivo asiatico del gruppo.
Nonostante questo contesto, Van de Velde mantiene una politica di remunerazione stabile: il dividendo 2025 è confermato a 2,4 euro per azione, segnale di una struttura finanziaria ancora solida.
Le previsioni per il 2026 sono prudentemente positive: il gruppo attende una leggera crescita del fatturato e un utile industriale stabile rispetto al 2025.
Van de Velde attraversa una fase di normalizzazione dopo anni più favorevoli. Per un investitore orientato al rendimento da dividendo, il titolo appare correttamente valorizzato. La nostra raccomandazione è mantenere.