La settimana delle Borse: i venti di guerra pesano sui listini
Borse in calo travolte dai venti di guerra
Borse in calo travolte dai venti di guerra
Le notizie sul conflitto in Medio Oriente, arrivate nel fine settimana, si sono innestate in un contesto di Borse già indebolite da altri fattori (come le minacce dell’AI sul settore tecnologico – vedi Nvidia qui sotto). E infatti, l’apertura in rosso di lunedì 2 marzo fa seguito a una settimana che già si era dimostrata incolore per i listini (-0,4% l’indice S&P500 negli Usa e -1% il Nasdaq, trascinato al ribasso dal -2,1% del settore tecnologico, mentre l’eurozona si limita a un modestissimo +0,1%). In altre parole, le notizie geopolitiche hanno dato un ulteriore scossone a un contesto che già meritava attenzione. Per questo, più che un cambio di strategia la situazione attuale richiede nervi saldi e tenere ben presenti le mosse per difendere il tuo patrimonio, che ti abbiamo ribadito qui. Quanto agli impatti su gas e petrolio, qui trovi un’analisi.
Dicevamo del -2,1% del comparto tech, a cui ha certo contribuito il -6,7% di Nvidia (117,19 Usd, Isin US67066G1040). I conti del colosso Usa erano uno degli appuntamenti più attesi della settimana, ma non sono bastati a soddisfare gli investitori: in estrema sintesi, si potrebbe riassumere con bene il passato, ma dubbi sul futuro. Grazie all'accelerazione nell'ultimo trimestre 2025/26 Nvidia ha infatti realizzato per tutto il 2025 una crescita spettacolare del fatturato (+65%) e dell’utile per azione (+60%) e la domanda di processori per data center (ormai 90% del fatturato) aumenterà significativamente nel 2026/27. Ma la crescente dipendenza da alcuni clienti chiave rappresenta un fattore di rischio significativo, tanto più considerato che la maggior parte dei suoi clienti sta sviluppando i propri processori dedicati all'AI (Alphabet in primis con i suoi TPU). Limitati a mantenere.
Telecom Italia (0,64 euro; Isin IT0003497168) chiude il 2025 con risultati in crescita. I ricavi salgono a 13,7 miliardi di euro (+2,7%), spinti dai servizi alle imprese e dal cloud, mentre la redditività migliora (utile industriale +6,5%, per i risultati completi occorrerà aspettare metà marzo) e il debito scende sotto i 6,9 miliardi. Per il quarto anno consecutivo il gruppo centra gli obiettivi fissati. Il consiglio proporrà un piano di riacquisto di azioni proprie da 400 milioni di euro e un raggruppamento delle azioni: ogni 10 titoli attuali diventeranno 1. L’obiettivo è rendere il titolo più attrattivo, incentivando l’ingresso di azionisti istituzionali (poco propensi, o impossibilitati, a investire in titoli con prezzo unitario troppo basso). Se i risultati continueranno a migliorare, Tim prevede di tornare a distribuire dividendi nel 2027. Intanto nel 2026 punta a far crescere ancora ricavi e margini, anche grazie alle sinergie con Poste Italiane e allo sviluppo del cloud. Mantieni.
Nel 4° trimestre 2025, i volumi di vendita di Syensqo (48,37 euro, Isin BE0974464977) si sono contratti di un ulteriore 5%, il fatturato è diminuito dell'11,3% e l'utile industriale è crollato del 20,2%. Per tutto l’anno, i volumi di vendita sono diminuiti del 3%, il fatturato del 6,5% e l'utile industriale del 14,3%. Per il secondo anno consecutivo, il risultato finale è in rosso, con una perdita di 0,60 euro per azione. Per il 2026, la visibilità sull'e-voluzione della maggior parte dei mercati di sbocco rimane molto incerta, anche se Syensqo si aspetta una leggera ripresa dei volumi di vendita. Tuttavia, senza le attività petrolifere e del gas cedute a inizio anno, si prevede per il 2026 un calo dell’utile industriale di oltre il 3,5% (e non più una crescita compresa tra il 5% e il 10%). Abbassiamo ancora le nostre previsioni per il 2026, che erano già molto più prudenti di quelle del mercato. Data la visibilità limitata e l’incertezza legata ai dazi Usa, la prudenza si impone. Cambiamo il consiglio da acquista a mantieni.