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Risiko bancario

Risiko bancario

Data di pubblicazione 22 luglio 2026
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Autore: Pia Miglio

Mps, il prezzo non basta: il nodo è cosa resterà della banca dopo le fusioni

Il no di Mps a Intesa non dipende solo dal premio offerto: al centro ci sono il rischio spezzatino, il marchio e il legame storico con Siena.

 Per capire perché il Consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi abbia di recente rifiutato l’offerta di Intesa Sanpaolo bisogna partire da lontano. Mps non è una banca qualsiasi: è l’istituto di credito italiano più antico ancora in attività in Italia e, per decenni, è stato uno dei simboli del rapporto tra credito, territorio e politica locale. Dopo gli anni della crisi, del salvataggio pubblico e del lungo percorso di risanamento, MPS è tornata al centro del risiko bancario italiano proprio nel momento in cui lo Stato si preparava a uscire definitivamente dal capitale. Per Siena, quindi, la partita non riguarda solo i numeri: in gioco c’è ciò che resterà dell’identità di Mps dopo la lunga stagione del risanamento.

Nel risiko bancario italiano Monte dei Paschi sta provando infatti a non ricoprire solo la parte della preda passiva. Il Consiglio di amministrazione della banca senese ha respinto l’offerta di Intesa Sanpaolo e ha aperto alla proposta alternativa di Banco BPM. A prima vista potrebbe sembrare una normale trattativa sul prezzo. In realtà la questione è più profonda: Mps deve scegliere non solo chi la comprerà, ma che cosa resterà della banca dopo l’operazione.

L’offerta di Intesa ha un vantaggio evidente: è concreta, già strutturata e arriva dal primo gruppo bancario italiano. Il corrispettivo prevede 1,6 azioni Intesa più 1 euro in contanti per ogni azione Mps. Al momento dell’annuncio incorporava un premio del 12,5% rispetto al prezzo di Borsa precedente. Per il consiglio di Mps, però, quel premio non basta. È giudicato inferiore alla media di operazioni simili nel settore bancario e, soprattutto, non compenserebbe adeguatamente il cambio di controllo e la successiva riorganizzazione della banca.

Il vero nodo è proprio la riorganizzazione. Il progetto di Intesa prevede che una parte importante di Mps venga ceduta a Unipol: il marchio Monte Paschi e circa metà degli sportelli finirebbero in un perimetro destinato poi a integrarsi con BPER. Intesa manterrebbe invece gli asset più strategici, a partire da Mediobanca e dalla partecipazione in Generali. Vista da Siena, l’operazione rischia quindi di trasformarsi in uno spezzatino: una parte della banca a Intesa, una parte a Unipol-Bper, con il rischio di indebolire il legame storico di Mps con il territorio.

Banco BPM offre invece un racconto diverso. La sua proposta, ancora tutta da definire, punterebbe a una fusione alla pari e promette di mantenere integro il perimetro di Mps: rete, marchio, attività e identità. È questa la ragione per cui il consiglio senese la considera migliore. Non perché lo sia già nei numeri, visto che mancano ancora concambio, governance e piano industriale, ma perché appare più coerente con l’idea di preservare Monte Paschi come banca autonoma dentro un nuovo gruppo.

Per gli azionisti, invece, la scelta non è semplice. Intesa offre una strada più sicura e immediata, ma anche più invasiva. Banco BPM propone una soluzione potenzialmente meno traumatica per Mps, ma tutta da definire. Inoltre, il tempo gioca a favore di Intesa: l’assemblea della banca è fissata per il 10 settembre e, se l’offerta arrivasse al 66,67% del capitale di Mps, qualsiasi piano alternativo diventerebbe molto più difficile.

La partita, quindi, resta aperta. Mps sta cercando di usare l’interesse di Banco BPM per alzare il valore della propria posizione negoziale e, forse, per spingere Intesa a migliorare le condizioni. Ma il messaggio di Siena è chiaro: non tutte le aggregazioni sono uguali. Una cosa è entrare in un grande gruppo perdendo pezzi lungo la strada; un’altra è provare a costruire un polo bancario in cui il Monte resti riconoscibile. Per Siena, oggi, questa differenza pesa almeno quanto il prezzo.

In attesa degli sviluppi ti confermiamo il nostro consiglio per MPS, per Intesa Sanpaoloe per Banco BPM.

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