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Ipo Oura

Ipo Oura

Data di pubblicazione 23 settembre 2026
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Autore: Pia Miglio

Oura mostra i conti prima dell’Ipo

La società degli anelli intelligenti svela ricavi in crescita del 74%, cinque milioni di abbonati e i primi utili consistenti. Numeri promettenti, ma per valutare le azioni manca ancora il prezzo.

Settembre è il mese del ritorno alla normalità e, spesso, anche dei buoni propositi. Si ricomincia ad andare in palestra, a correre o semplicemente a prestare più attenzione al sonno e all’attività fisica. Tornano così protagonisti orologi, braccialetti e anelli intelligenti capaci di registrare il battito cardiaco, il movimento e la qualità del riposo.

Tra i dispositivi più conosciuti c’è Oura Ring, l’anello che ha trasformato Oura in uno dei nomi di riferimento nel mercato della salute digitale. Questa volta, però, non vogliamo misurare la forma fisica di chi lo indossa. Sotto esame c’è la società che lo produce, ormai vicina a un passaggio decisivo: la quotazione al Nasdaq.

L’Ipo di Oura diventa concreta

A giugno ti avamo raccontato che Oura aveva depositato riservatamente i documenti per una possibile quotazione in Borsa. Era un segnale importante, ma non ancora una certezza: la società poteva modificare i propri programmi, rinviare l’operazione o rinunciarvi.

Ora il quadro è diventato più concreto. Pochi giorni fa Oura ha reso pubblico il prospetto per l’Ipo e ha chiesto di quotare le proprie azioni al Nasdaq. Mancano ancora la data esatta del debutto, il numero di titoli offerti e soprattutto il prezzo, ma lo sbarco in Borsa non è più soltanto una voce.

La pubblicazione dei documenti permette inoltre di conoscere numeri che fino a poche settimane fa erano disponibili soltanto in parte.

I ricavi di Oura crescono del 74%

Nell’esercizio chiuso a settembre 2025 Oura ha realizzato ricavi per 908 milioni di dollari, più del doppio rispetto ai 407 milioni dell’anno precedente. La crescita è proseguita anche nei mesi successivi: nei nove mesi terminati a giugno 2026 il giro d’affari ha raggiunto 1,21 miliardi di dollari, il 74% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La vendita degli Oura Ring continua a rappresentare circa quattro quinti dei ricavi. Il dato più interessante, però, arriva dagli abbonamenti. Nei nove mesi hanno generato 240,5 milioni di dollari, con una crescita del 121%. Gli iscritti paganti sono ormai cinque milioni e più del 94% di chi acquista un anello attiva anche il servizio a pagamento. Dopo dodici mesi, circa l’85% risulta ancora abbonato.

È un passaggio importante per valutare il modello economico di Oura. Vendere un anello produce un incasso immediato; convincere il cliente a pagare ogni mese rende invece le entrate più regolari. Inoltre, gli abbonamenti offrono margini molto più elevati rispetto alla produzione e alla vendita dei dispositivi. Oura resta soprattutto un produttore di elettronica, ma sta costruendo attorno al suo anello un’attività capace di continuare a generare ricavi dopo l’acquisto.

Oura raggiunge l’utile prima della quotazione

La crescita non riguarda soltanto le vendite. Nei nove mesi terminati a giugno scorso Oura ha registrato un utile netto di 60,8 milioni di dollari, rispetto agli appena 1,6 milioni dello stesso periodo precedente.

La società non arriva quindi in Borsa chiedendo agli investitori di attendere per anni prima di vedere un risultato positivo. La redditività è però ancora recente e la stessa Oura avverte che ritmi di crescita così elevati non potranno essere mantenuti per sempre.

A pesare saranno anche le spese necessarie per sviluppare nuovi dispositivi, migliorare i programmi che interpretano i dati raccolti e ampliare i servizi dedicati alla salute. Nel frattempo, aumenta la concorrenza: Samsung è già entrata nel mercato degli anelli intelligenti, mentre Apple, Google e Garmin presidiano lo stesso bisogno attraverso orologi e altri dispositivi indossabili.

Conviene comprare le azioni Oura?

I conti mostrano una società in buona forma: ricavi in rapida crescita, cinque milioni di abbonati e un’attività che ha cominciato a produrre utili. Questo, però, non basta per stabilire se le azioni Oura saranno un buon investimento.

Nell’ultimo finanziamento privato la società era stata valutata circa 11 miliardi di dollari. Per l’Ipo circolano cifre più elevate, ma Oura non ha ancora comunicato né una valutazione ufficiale né il prezzo al quale offrirà i titoli. Ed è proprio il prezzo a separare una buona azienda da un investimento conveniente.

Per ora Oura ha superato il primo controllo e si presenta alla quotazione al Nasdaq con numeri robusti. Prima di decidere se metterla anche in portafoglio, però, bisogna aspettare l’ultima misurazione: quella che farà il mercato al momento dell’Ipo.

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