Barriere nei certificate: l'esempio reale su Stellantis
Caratteristiche certificate ed effetti
Caratteristiche certificate ed effetti
Il crollo delle quotazioni di Stellantis il 6 febbraio ha tenuto banco sui mercati finanziari e sui media, ma ha anche generato domande da parte di chi aveva investito sul certificate consigliato in passato che, tra i sottostanti, ha Stellantis. Quanto accaduto a Stellantis è però molto interessante perché ci consente di toccare con mano, nella realtà, cosa significa posizionarsi su un sottostante che conosce anche una forte perdita in Borsa attraverso un certificato e come le diverse caratteristiche di quest’ultimo siano importanti per chi vi ha investito, perché rappresentano una serie di salvaguardie.
Il certificato consigliato in questione ha il capitale condizionatamente protetto a scadenza. Il controllo per verificare se il sottostante è sceso al di sotto del livello barriera, situazione in cui non si ha più la protezione del capitale, viene effettuato una sola volta e a scadenza. Si chiama per l’appunto barriera a scadenza o discreta e non è una barriera continua. I certificati a barriera continua, invece, controllano giorno per giorno, momento dopo momento, se il prezzo del sottostante scende sotto la barriera. Qualora il prezzo del sottostante, in un certificato a barriera continua, dovesse scendere anche solo per un secondo sotto la barriera durante la vita del certificato e poi tornare a crescere senza più violarla, la protezione del capitale salta. A scadenza, quindi, siccome la barriera continua è stata violata, si otterrà l’andamento del sottostante. Questo significa che, anche se il sottostante dovesse perdere meno del livello barriera, non si ha comunque la protezione del capitale. Ad esempio, con una barriera fissata a -50%, se il sottostante ha fatto -30%, con un certificato a barriera continua ci si porta a casa il -30. Con il certificato invece da noi consigliato, dove la barriera è osservata solamente a scadenza, qualunque violazione della barriera durante la vita del certificato non inficia la protezione del capitale a scadenza. Vale solo ed esclusivamente ciò che succede alla cosiddetta data di fixing finale, quindi l’ultimo giorno di quotazione. Un sottostante può anche rimanere per tutto il periodo della vita del certificato sotto il livello barriera, ma se l’ultimo giorno è anche solo dello 0,01% sopra la barriera, scatta la protezione del capitale. Questo fa capire perché il certificato, nonostante l’andamento di Stellantis, non sia mai passato a vendere ma risulti ancora da mantenere.
Non c’è però solo questo motivo. Questo certificato ha staccato tutte le cedole, compresa la cedola di febbraio che è stata pagata. Questo perché la data di osservazione, cioè il momento in cui si verifica se la condizione per pagare la cedola è stata rispettata o meno, cade in un giorno preciso. Per non avere diritto alla cedola deve verificarsi che il sottostante sia sotto il livello barriera alla chiusura del giorno di valutazione. Significa che deve verificarsi quell’evento preciso in un giorno preciso. È una probabilità condizionata, quindi una probabilità ancora più bassa che l’evento si verifichi. Questo va a favore dell’investitore, perché può ovviamente capitare che una cedola salti, ma con un’osservazione in una data precisa l’importante è che ciò non accada al prezzo di chiusura del sottostante. Chi ha investito nel certificato su Stellantis non ha ancora visto mancare una cedola: sono state pagate anche quelle del mese di febbraio, periodo in cui Stellantis ha conosciuto il crollo. Ai prezzi attuali in cui stiamo scrivendo -cioè se si vendesse ora, ma non va fatto, perché, ribadiamo, il consiglio è mantenere, tra l’altro, facendo la somma delle cedole incassate e dell’andamento del prezzo del certificato, il certificate è ancora in guadagno (+5,28%). Guadagno inferiore sicuramente al valore cedolare del 12%, ma questo dimostra anche come una cedola mensile e per di più generosa sia in grado di compensare cali importanti del sottostante che si riflettono sul prezzo del certificato. Non sarà sempre così: è chiaro che un certificato che perde molto e arriva a prezzi molto bassi può comportare una perdita, ma la somma delle cedole che vengono staccate, soprattutto se generose e con condizioni favorevoli all’investitore, è in grado, se non di controbilanciare, quantomeno di ammortizzare fortemente le potenziali perdite.
Queste caratteristiche, avere una barriera osservata solamente a scadenza e condizioni con un livello molto basso per il pagamento della cedola, come si è visto, hanno consentito di continuare ad avere un rendimento positivo e di vedersi pagate le cedole anche in presenza di un crollo del sottostante.
C’è poi da considerare un altro aspetto. Qualora si verifichi un evento negativo, per esempio il salto di una cedola, cosa che potrebbe accadere, bisogna mettere in conto che per uno o due mesi, consecutivi o non consecutivi, un certificato, non per forza solo questo, potrebbe non pagare la cedola. Può capitare: fino a oggi tutti i certificati consigliati hanno pagato tutte le cedole, ma non bisogna vivere nella prospettiva che non ne salterà mai una. Qualora dovesse accadere che salti una, due o tre cedole, questo certificato, come gli altri che consigliamo, ha l’effetto memoria. Questo significa che un mese o due il sottostante può anche scendere sotto il livello che dà diritto alla cedola, ma basta che recuperi anche solo una volta, nel momento in cui si osserva la condizione, per recuperare tutte le cedole che non sono state pagate. Facciamo un esempio volutamente estremo, ma che serve a rendere l’idea: può accadere che un certificato venga emesso, ci sia subito un crollo del sottostante e che questo rimanga sotto il livello per il pagamento della cedola per tutta la vita del certificato, e che solo l’ultimo mese torni anche solo di poco sopra il livello per il pagamento della cedola. In questo caso si potrebbero passare anni senza ricevere cedole, ma basterebbe che la condizione si verifichi una sola volta alla fine per avere diritto a tutte le cedole di tutti e tre gli anni in un’unica soluzione. L’effetto memoria è quindi un’altra caratteristica a favore dell’investitore, che aumenta le probabilità di incassare, se non tutte, il maggior numero possibile di cedole.