Giappone nel segno della continuità
Analisi Mercati
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Il programma della Premier giapponese ruota attorno a tre pilastri: il rafforzamento della potenza militare del Giappone, l'inasprimento delle politiche d’immigrazione e una politica fiscale espansiva. L'aumento della spesa pubblica dovrebbe stimolare l'attività economica, almeno nel breve termine, a vantaggio delle aziende giapponesi: per questo motivo la Borsa di Tokio ha festeggiato la rielezione della Premier. Di contro peggiorerà le finanze pubbliche, indebolendo lo yen che, facendo lievitare in valuta locale gli utili realizzati all'estero dalle multinazionali giapponesi, farà salire le loro azioni in Borsa. Tuttavia, la schiacciante vittoria elettorale potrebbe indurre la Premier a moderare la spesa pubblica. Non ha, infatti, più bisogno del sostegno dei partiti politici minori, che l'hanno sostenuta in cambio di sussidi ai propri elettori. Uno yen troppo debole renderà, in effetti, le importazioni sempre più costose, e ciò andrà a scapito del potere d'acquisto delle famiglie, proprio ciò che, nelle promesse elettorali, la Primo ministro intendeva difendere. Inoltre, l’aumento del debito pubblico rafforzerà i dubbi sulla sostenibilità fiscale del Giappone a lungo termine, tanto più che i tassi di interesse sono già saliti ai livelli più alti dagli anni '90.
Sono previsti incentivi per stimolare gli investimenti in settori strategici come semiconduttori, intelligenza artificiale, cantieristica navale, biotecnologie e sicurezza informatica.
Una politica estera poco diplomatica
Sul fronte della politica estera, il nazionalismo della Premier sta creando tensioni con la Cina e sta rappresentando una minaccia reale per l'attività economica giapponese nei prossimi mesi. Pechino ha già chiesto ai suoi cittadini - 30% delle entrate turistiche in Giappone - di interrompere i viaggi nel Paese e sono state vietate le esportazioni cinesi di beni che potrebbero essere utilizzati a scopi militari.
A lungo termine, saranno poi le politiche più restrittive sull’immigrazione a penalizzare l’economia nipponica, che già soffre di una carenza di manodopera. Meglio, perciò, non lasciarsi ingannare dalla ripresa della Borsa di Tokio: secondo noi le politiche che il nuovo governo vuole perseguire non sembrano destinate a aumentare le prospettive economiche del Giappone, che dovrà presto affrontare il problema del debito e quello del rapido invecchiamento della popolazione.
La Borsa giapponese è esclusa da tutte le nostre strategie di portafoglio, né le obbligazioni in yen, destinate a deprezzarsi con l'inevitabile aumento dei tassi di interesse giapponesi, ci sembrano interessanti.