Il dato definitivo mostra che a gennaio 2026 l’inflazione annua nell’area dell’euro è scesa all’1,7%, in calo rispetto al 2,0% di dicembre 2025 e significativamente inferiore rispetto al periodo dell’anno precedente, quando il tasso era del 2,5%. La riduzione dell’inflazione riflette dinamiche eterogenee tra i Paesi membri. I tassi più bassi sono stati registrati in Francia (0,4%), Finlandia e Italia (1,0%), mentre i livelli più elevati si sono osservati in Slovacchia (4,3%) ed Estonia (3,8%). Complessivamente, rispetto a dicembre 2025, l’inflazione annuale è diminuita in 23 Stati membri, è rimasta stabile in uno solo e aumentata in tre, segnalando una tendenza generale al ribasso dei prezzi nella maggior parte dell’area. L’inflazione di fondo si attesta al 2,2% annuo.
Dal punto di vista delle componenti dell’indice dei prezzi, nel gennaio 2026 i servizi hanno dato il contributo maggiore alla crescita dell’inflazione, seguito da prodotti alimentari, alcolici e tabacco e dai beni industriali non energetici, mentre l’energia ha contenuto l’aumento complessivo dei prezzi con un contributo negativo.